Norme certe per le malghe trentine: per assegnazioni e gestione c'è la «Prassi di riferimento UNI»

Il Trentino ha oltre 50 mila ettari di pascoli, serviti dalle malghe, ed al 90 per cento di proprietà pubblica o collettiva dei Comuni, delle Regole o delle Asuc. L’affidamento delle malghe è un tema delicato, che vede spesso le amministrazioni in difficoltà nella preparazione e nell’esperimento dei bandi di gara. Da oggi, hanno uno strumento in più: è stata infatti pubblicata la prassi di riferimento UNI/PdR 73 “Malghe e pascoli - Linee guida per la gestione delle malghe e dei pascoli d’alpeggio”.

Il documento è frutto di un accordo stipulato tra UNI (che è l’Ente Italiano di Normazione) e la Provincia autonoma di Trento finalizzato alla redazione e approvazione di una serie di prassi che supportino le pubbliche amministrazioni che, da un lato vogliano migliorare l’efficienza e l’efficacia delle proprie attività di controllo e, dall’altro, semplificando i controlli rivolti alle aziende, promuovano l’attività imprenditoriale del proprio territorio.

Il lavoro, avviato da più di un anno, è stato elaborato  dal Tavolo “Gestione malghe e pascoli” condotto da UNI, costituito dai seguenti esperti: Pietro Molfetta - Project Leader (Provincia autonoma di Trento - Dipartimento agricoltura, foreste e difesa del suolo - Agenzia provinciale per i pagamenti); Daniele Adami (Associazione Provinciale A.S.U.C. Trentine); Giovanni Frisanco (Federazione Provinciale Allevatori); Davide Sartori (Consorzio dei Comuni Trentini); Giorgio Zampedri (Provincia autonoma di Trento – Dipartimento agricoltura, foreste e difesa del suolo - Agenzia provinciale per i pagamenti).

La prassi fornisce linee guida per la gestione uniforme a regole comuni per le modalità di affido e di concessione ai privati delle malghe e dei pascoli pubblici, dal canone alla durata del contratto, ai requisiti di partecipazione all’asta pubblica fino agli strumenti di controllo. Inoltre, il documento riassume gli aspetti legati alla gestione degli animali al pascolo, alle misure di contenimento della flora infestante, alle norme per la concimazione e alle attività di manutenzione ordinaria e di miglioria.

Tutto questo al fine di garantirne non solo la corretta gestione, ma anche la biodiversità, nonché la salvaguardia degli ecosistemi, dell’ambiente, del paesaggio e delle tradizioni storico-culturali, per non dimenticare la funzione di regimazione delle acque e di contrasto al dissesto idrogeologico.

Tra gli obiettivi del documento l’esigenza che esso risponda a criteri di proporzionalità, coordinamento e programmazione, collaborazione, razionalizzazione e progressiva informatizzazione. Il tutto per ridurre duplicazioni e sovrapposizioni e eliminare attività di controllo non necessarie per la tutela degli interessi pubblici.

Questo documento segue le linee d’indirizzo per l’utilizzo dei pascoli montani, l’istituzione dello schedario provinciale dei pascoli e il disciplinare tecnico-economico per l’affitto delle malghe di proprietà pubblica approvati dalla Giunta Provinciale nel 2015.

Anche il presidente UNI Piero Torretta conferma la soddisfazione dell’Ente per la pubblicazione di questo documento: “Questa prassi di riferimento - ribadisce Torretta -  rappresenta un utile e prezioso strumento di lavoro per tutti gli operatori del settore. La logica delle prassi - è proprio questa: sviluppare e mettere a disposizione del mercato, in tempi rapidi, documenti che supportano il trasferimento della conoscenza e dell’innovazione in un determinato settore e che preparano il terreno per future attività di normazione tecnica nazionale o internazionale”.

Le prassi di riferimento possono essere liberamente scaricabili dal catalogo UNI: www.uni.com dove per scaricarla bisogna però registrarsi.

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