Evasione fiscale, ogni anno mancano all'appello 109 miliardi di tasse

In media il 24% dei tributi dovuti non finisce nelle casse dell'erario

Ogni anno mancano all'appello circa 109 miliardi di imposte. In media il 24% dei tributi dovuti non finisce nelle casse dell'erario. Molte le ragioni. C'è chi non fa proprio la dichiarazione dei redditi o proprio ignora il dovere di pagare. È lo zoccolo duro degli evasori incalliti. Ma ci sono anche 12,4 miliardi di tasse che non arrivano al fisco per un errori fatti o perché il contribuente inciampa nelle difficoltà della crisi e, dopo aver dichiarato quanto pagare, poi non riesce a farlo. La lotta all'evasione rimane una delle necessità dell'Italia. L'ultima "Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributivà" stilata da una apposita commissione insediata al Mef e guidata dall'ex presidente dell'Istat Enrico Giovannini, ha aggiornato i dati.

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Emerge che tra il 2012 e il 2013 l'evasione delle grandi imposte è salita di altri 2,5 miliardi. E che, anche se i risultati del contrasto ci sono - le Entrate hanno incassato circa 15 miliardi nell'ultimo anno - il fenomeno rimane ancora difficile da sradicare. Lungi da una generalizzazione le tabelle parlano chiare. Alcune categorie di contribuenti mostrano una scarsissima propensione alla fedeltà fiscale: sull'Irpef di lavoratori autonomi e micro imprese, ad esempio, la "propensione al gap" - come la chiama la relazione - si attesta al 59,5% nel 2012-13 e sfiora il 60% l'anno dopo: come dire, oltre la metà dei redditi attesi evapora. Forse non è un caso allora che nel 2014 l'Iva risulta l'imposta con un "tax gap" maggiore e che quest'anno ha dato i maggiori risultati dopo l'introduzione di alcune misure, come il reverse charge e lo split payment: l'evasione - spiega la relazione al parlamento - valeva 39,9 miliardi in media nel 2012-13, ma poi è salita a 40,2 nel 2014.

L'Irpef ha un tax gap di 31 miliardi, ma di questi 27,2 nel 2012-13 e 30,7 nel 2014 sono relativi all'Irpef di autonomi e mini imprese. Chiaro che il lavoro dipendente paga le tasse con le trattenute. Ma anche tra questi contribuenti ci sono gli "irregolari" (chi lavora in nero) che non pagano e il loro "tax gap' sfiora quasi i 4 miliardi. È un importo analogo all'Imu che dai 4 miliardi del 2012 è passati ai 5,3 miliardi del 2014 di "divario" rispetto all'imposta dovuta.

In base all'ultimo dato il 27% degli importi non vengono pagati: a spanne è come se oltre un cittadino su quattro non l'abbia versata. A consolare un poco ci sono invece i dati sui controlli. Il rapporto ne indica molti, impossibile riportarli tutti. L'Agenzia delle Entrate ha incassato 14,85 miliardi, di cui 7,7 da accertamenti e 6,9 miliardi con controlli automatizzati. La Guardia di Finanza ha fatto 85 mila verifiche, denunciando 13.665 persone per reati tributari. Gli ispettori del ministero del lavoro hanno scoperto 78.298 lavoratori irregolari di cui 42.570 totalmente in nero. E poi ci sono i controlli di Inps e Inail. L'evasione rimane comunque un moloc difficile da scalfire. 

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