Pensioni, si lavora sulla flessibilità in uscita

Il presidente dell'Inps: bisogna fare in fretta

Mentre l'Istat certifica la crescita consistente degli over 55 al lavoro con quasi 800.000 occupati in più in tre anni grazie soprattutto all'inasprimento delle regole per l'accesso alla pensione, si stringono i tempi per un alleggerimento della riforma Fornero. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha confermato che il tema dell'introduzione di maggiore flessibilità è «ineludibile». Ieri il presidente Inps, Tito Boeri, ha sottolineato che maggiore flessibilità in uscita potrebbe essere d'aiuto per la ripresa dell'occupazione giovanile fortemente penalizzata in questi anni. Secondo i dati Istat pubblicati martedì, dal secondo trimestre 2012 ad oggi a fronte di quasi 800.000 over 55 al lavoro in più, nella fascia degli under 35 gli occupati sono diminuiti di quasi 800.000 unità (quasi 600.000 tra i 25 e i 34 anni).

I sindacati hanno ribadito il loro no a ulteriori penalizzazioni per i lavoratori che escono, chiedendo l'introduzione di flessibilità che sia effettivamente sostenibile ma sembrano comunque tramontate sia l'ipotesi di quota 100 tra età e contributi sia la proposta Damiano Baretta con il taglio del 2% dell'assegno per ogni anno di anticipo. Il Governo potrebbe invece prendere in considerazione l'ipotesi del presidente Inps con un taglio per ogni anno di anticipo più consistente (3-3,5%) o quelle avanzate dall'ex ministro del lavoro Enrico Giovannini di prestito pensionistico e di staffetta generazionale. Il tema comunque resta urgente soprattutto perché a gennaio scatterà l'aumento dei requisiti legati all'aspettativa di vita con l'uscita per vecchiaia fissata per gli uomini del settore privato a 66 anni e 7 mesi e a 65 anni e 7 mesi per le donne con un aumento di un anno e 10 mesi.

 

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