TRENTO - Quest'anno siamo arrivati alla trentesima edizione della grande rassegna I Suoni delle Dolomiti. Un anniversario speciale, scrivono gli organizzatori di Trentino Marketing.

Alla presentazione, dopo il saluto di Massimo Bernardi, direttore del Muse, un partner storico del Festival, ha preso la parola Maurizio Rossini, ad di Trentino Marketing, che ha ripercorso la storia e i valori fondanti della manifestazione: rispetto per la montagna, coinvolgimento del territorio e autenticità dell'esperienza.

"Le protagoniste assolute di questa manifestazione che ha coinvolto nei suoi trent'anni di vita oltre 900 artisti sono le Dolomiti – ha sottolineato Maurizio Rossini - che non sono mai state un semplice scenario, una quinta di montagne sulla quale proiettare degli eventi. I Suoni delle Dolomiti sono un progetto di comunicazione e di turismo culturale e ambientale, che si è proposto di far crescere la consapevolezza delle persone sul modo attento, corretto, rispettoso, prudente, di affrontare le alte quote, e che ha coinvolto in tutti questi anni chi la montagna la vive in ogni stagione: le comunità locali, le realtà economiche, gli attori del turismo, il soccorso alpino e le guide alpine, i rifugisti, i malgari, realtà come Fondazione Dolomiti Unesco, la SAT, il mondo del volontariato e dell'associazionismo e con loro gli enti locali e le APT di ambito, una parte fondamentale della macchina organizzativa del Festival".

Nel saluto di Rossini anche un toccante ricordo di Paolo Manfrini, "il padre dei Suoni delle Dolomiti, colui che li ideò e che continuò a prendersene cura, con amore, con passione, con la modestia, la generosità ma anche la competenza che tutti gli riconoscevano. Grazie Paolo per avere reso possibile questo sogno".

Il "popolo dei Suoni" e il ritorno di Niccolò Fabi

A testimoniare la forza collettiva del festival, è intervenuta Marta Burato, una fedelissima del Festival, e per questo espressione del cosiddetto "popolo dei Suoni", Andrea Weiss, già direttore dell'Apt Val di Fassa, e il cantautore Niccolò Fabi, che ha raccontato la sua personale connessione artistica con il festival e annunciato un suo concerto in Trentino, per presentare al pubblico per la prima volta i brani del suo prossimo disco di inediti "Libertà negli occhi", registrato sul Lago dei Caprioli e in uscita il 16 maggio.

L'appuntamento da segnare è per il prossimo 14 giugno alle ore 15.00, quando in Val di Sole, Località Palù a Vermiglio Niccolò Fabi presenterà il nuovo album (ingresso gratuito).

Un ricordo speciale è stato dedicato a Paolo Manfrini, figura storica del festival, grazie alle parole di Maurizio Rossini, Marisa Bruschetti e Mario Brunello, direttore artistico dell'evento.

Proprio il maestro Brunello ha raccontato il concorso musicale in memoria di Manfrini, culminato con l'annuncio della band che più di altre ha saputo esprimere i valori e la storia del Festival, emozioni poi condivise con il pubblico grazie a una suggestiva esibizione live. Si tratta di Le Scat Noir, un trio vocale jazz tutto al femminile, nato nel 2013 al Conservatorio "G. Frescobaldi" di Ferrara, composto da Natalia Abbascià, Ginevra Benedetti e Sara Tinti.

La seconda parte dell'incontro ha visto protagonista Valentina Cappio, Responsabile Area Brand & Communication di Trentino Marketing, che ha raccontato come il Festival si rinnovi costantemente per affrontare i temi più attuali, ponendo al centro della propria proposta la sostenibilità, l'accessibilità e la sicurezza in montagna. Cappio ha sottolineato con particolare enfasi il valore educativo del Festival, che intende trasmettere una cultura del rispetto e della consapevolezza nella frequentazione dell'ambiente montano.

Con orgoglio, ha poi annunciato che il Festival trentino "è entrato a far parte dell'European Festivals Association, una prestigiosa rete internazionale che riunisce eventi di musica, teatro, danza e arti multidisciplinari di tutta Europa. Un riconoscimento importante che premia il nostro impegno nel proporre un palinsesto importante ma anche una montagna inclusiva, capace di accogliere tutti: chi ha difficoltà motorie, chi vive con disabilità sensoriali o uditive, ma anche chi semplicemente cerca un approccio più consapevole e rispettoso alla natura. Siamo fieri di essere sostenuti dai nostri territori, che credono profondamente in questi valori e li promuovono con noi ogni giorno."

A chiudere l'incontro, Mario Brunello ha svelato il programma della 30ª edizione, con un'anteprima dei principali appuntamenti e il lancio dell'evento inaugurale previsto per venerdì 6 giugno in Val di Fassa nella conca di Fuciade alle 12:00 con l'esibizione di Alessandro Baricco e Diabolous in Musica.

Per Brunello, che conosce i Suoni delle Dolomiti fin dalla sua prima edizione, "festeggiamo questo trentennale con la consapevolezza sia stata, già in origine, una proposta assolutamente pionieristica che ha riscosso un successo straordinario in Italia e nel mondo. Siamo orgogliosi, infatti, di constatare che eventi dichiaratamente ispirati ai Suoni delle Dolomiti siano nati in questi trent'anni un po' ovunque dove ci sia la volontà di celebrare arte e natura."

Per questo trentesimo compleanno il format del Festival non cambierà la sua formula vincente, avremo una rosa di artisti d'eccezione, che va dal Theophil Ensemble Wien al cinese Wu Wei, da Marco Paolini a Elio con un Ensemble dei Berliner Philarmoniker, da Avi Avital a Il Mistero delle Voci Bulgare e a tanti altri.

"Ci saranno invece un inizio e una fine celebrativi del trentennale per dare un messaggio di cos'è e cosa saranno ancora i Suoni delle Dolomiti. Un pre Festival il 6 giugno con Alessandro Baricco a raccontare la 'prima musica' per approdare in ottobre in val di Fassa ad un gran finale con tre concerti classici d'eccezione all'insegna dei giovani e del futuro con una grande Orchestra Europea, l'EUYO, assieme ai talenti dell'Accademia Stauffer con la presenza d'eccezione del grande direttore d'orchestra Jean Christophe Spinosi che al rifugio Fuciade dirigerà l'esecuzione dell'inno alla natura, la Sinfonia Pastorale di Beethoven".

IL PROGRAMMA

6 giugno ore 12

Val di Fassa - Rifugio Fuciade, Gruppo Monzoni - Costabella

Alessandro Baricco - Diabolus in Musica

Il Suono delle Dolomiti, la prima musica - Progetto Speciale

Un grande scrittore e un ensemble di musica medioevale sulle orme dei primi uomini delle Alpi, che ascoltavano la voce della Natura.

Che cosa ascoltavano i primi cacciatori-raccoglitori che percorrevano gli altipiani alpini? I suoni della natura? Il rumore del vento fra gli alberi e sui pascoli, i versi degli animali? Era questa la loro musica?

Se lo chiede Alessandro Baricco, che, assieme all’ensemble francese Diabolus in Musica, porta al rifugio Fuciade, al cospetto della catena dei Monzoni-Costabella, delle Pale di San Martino e del Col Margherita, un progetto dedicato al suono delle Dolomiti e alla “prima musica”.

L’amore per la musica di Baricco, uno dei più amati scrittori italiani, ma anche un intellettuale ... da sempre sensibile ai cambiamenti della società, è noto. Emerge dai suoi romanzi, come La leggenda del pianista sull’oceano, dai suoi saggi di critica musicale, dalle sue collaborazioni giornalistiche.

Per il trentennale de I Suoni delle Dolomiti, Baricco ci invita a considerare il percorso fatto da uomini e donne che “non avevano tonalità, a stento usavano dei nomi per indicare le note, conoscevano regole armoniche poverissime, non sapevano cos’era una melodia, e in cinquecento anni realizzarono un progresso linguistico e tecnico paragonabile a quello che Beethoven coprì in 24 anni, tra la sua prima sinfonia e l’ultima. Tutto questo perché non stavano sulla terra per possederla, ma per riceverla...”.

Con lui in questo viaggio affascinante i cantanti e gli strumentisti di Diabolus in Musica (dal nome di un intervallo musicale, alias “tritono”, in grado di produrre un effetto particolarmente ... minaccioso) che, forti di un’esperienza pluridecennale condotta soprattutto all’interno dell’immenso repertorio medioevale, dal canto gregoriano alla polifonia del XV secolo, avranno il compito di tradurre questa visione così intensa e suggestiva in musica. Al cospetto delle Dolomiti.

27 agosto ore 12

Val di Non - Val Nana, Malga Tassulla, Dolomiti di Brenta

Teophil Ensemble Wien - musicisti dei Wiener Philharmoniker

Dalla Vienna di Strauss alle praterie del Pian della Nana: un incontro all’insegna della tradizione in un angolo appartato del Brenta.

I pascoli trasognati di malga Tassulla, estrema propaggine delle Dolomiti di Brenta, nel cuore della val Nana modellata dal ghiaccio e dal carsismo, sono il grandioso scenario in cui si esibirà il Theophil Ensemble Wien, fondato nel 2008 da Matthias Schorn, primo clarinetto dei Wiener Philharmoniker, una delle più prestigiose orchestre classiche al mondo.

Da Vienna alla Val di Non, quindi, ovvero da quello che è stato il cuore pulsante dell’Impero asburgico ad un Trentino che di quell’Impero ha fatto parte e che continua ad essere anello di congiunzione fra mondo italiano e tedesco. A fare da “ponte” la musica di un’orchestra che, oltre ai programmi classici e romantici, comprende numerosi brani meno conosciuti per varie strumentazioni, includendo la straordinaria musica della famiglia Strauss, simbolo di Vienna e del suo Danubio.

Presenza costante nei maggiori festival e nelle più prestigiose sale da concerto in Europa, il Theophil Ensemble Wien ha collaborato con musicisti del calibro di Erwin Steinhauer, Karl Markovics, Sandra Pires e Frank Hoffman, partecipando inoltre a numerose produzioni per la Radio austriaca Station Ö1.

Per ogni sua interpretazione, l’orchestra trae ispirazione dalle sagge parole di Gustav Mahler: “La parte più importante della musica non è scritta nelle note”. La natura del Pian de la Nana ... può senza dubbio aggiungere allo spartito suggestioni preziose.

29 agosto ore 12

Val di Fiemme - Località Tresca, Gruppo Cornacci – Monte Agnello

Le Mystère des Voix Bulgares

Voci straordinarie riemerse dal passato dei Balcani per confrontarsi con la musica del presente.

Al cospetto del Latemar, con una vista straordinaria sulle Pale di San Martino e su tutta la Catena del Lagorai, il Mistero delle Voci Bulgare si caricherà di suggestioni ancora più forti di quelle che abbiamo imparato a conoscere ascoltando i loro dischi o il loro contributo alle incisioni di artisti notissimi come Kate Bush, Paul Simon, Elio e le Storie Tese.

Secondo un'antica leggenda – scrive Giuseppe D’Amato - quando Dio distribuì le terre tra i popoli concesse ai bulgari un piccolo angolo di Paradiso, dalla natura selvaggia e incontaminata, dove le donne vennero addestrate al canto in maniera così severa da ... custodire nel corso dei secoli il suono prodotto dalla lira d'Orfeo. Quello che rivive oggi nel coro femminile Le Mystère des Voix Bulgares, appunto. Un coro composto in origine da cantanti scoperte nei primi anni ’50 nei borghi di campagna, prive di studi musicali, ma con doti vocali eccezionali, voci pronte ad essere plasmate dai loro maestri per eseguire repertori antichi, mistici e arcani, provenienti da un po' da tutta l'area del Danubio e poi anche mediterranea.

A “riscoprirle”, alla metà degli anni ’80, è stato Peter Murphy, il cantante degli indimenticabili Bauhaus, che propose un nastro all’inglese 4AD, casa discografica aperta alla sperimentazione. Ivo, il boss, disse in seguito che quando lo avviò le ginocchia gli si piegarono per l’emozione.

AAD ristampò quindi Le Mystere des Voix Bulgares, disco inciso nel 1975 grazie al musicologo svizzero Marcel Cellier. L’accoglienza fu strepitosa: basti dire che nessun gruppo vocale non-anglofono aveva mai venduto 100.000 copie in Gran Bretagna e 500.000 negli Stati Uniti. Ed il resto è storia.

Oggi sono le nostre, di ginocchia, che si preparano a piegarsi, quando, in val di Fiemme, al cospetto delle Dolomiti, le Voci Bulgare faranno sentire le loro voci.

30 agosto ore 12

Altopiano delle Paganella - Malga Spora, Dolomiti di Brenta

Avi Avital, Giovanni Sollima, Alessia Tondo, Giuseppe Copia

Sentieri

Quattro virtuosi ci conducono in un viaggio senza confini, dalla Puglia al Medio Oriente, dal barocco alla musica cameristica.

Malga Spora, adagiata in uno degli angoli più nascosti e suggestivi delle Dolomiti di Brenta, in una piega del territorio lontana dai grandi flussi turistici anche se vicina a due eccezionali poli d’attrazione dell’altopiano della Paganella quali Andalo e Molveno, accoglie in questo trentennale de I Suoni delle Dolomiti un quartetto straordinario.

A comporlo sono Avi Avital, virtuoso del mandolino nato a Be'er Sheva, nel sud di Israele, performer per il quale sono state scritte più di cento composizioni, primo solista di mandolino ad essere nominato per un Grammy classico; Giovanni Sollima, compositore e violoncellista italiano che ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo collaborando con grandi musicisti e direttori d’orchestra come Claudio Abbado, Riccardo Muti, ma anche Stefano Bollani e Paolo Fresu; la cantante Alessia Tondo, che dalle tradizioni della sua terra, la Puglia, in particolare la pizzica, si è via via spostata anche nei territori della musica da camera e contemporanea; Peppe Copia, artista specializzato in musica barocca e rinascimentale, i cui strumenti d’elezione sono la chitarra battente e la tiorba.

Chi è abituato a percorrere sentieri di qualsivoglia specie è solitamente aperto alla sorpresa, all’imprevisto, allo stupore prodotto da un incontro con un paesaggio, un animale o un suono. Siamo certi, perciò, che il viaggio musicale proposto a malga Spora, attraverso territori musicali diversi, dal barocco di Scarlatti alla musica tradizionale sefardita, turca, macedone, salentina, gli risulterà molto gradito.

2 settembre ore 12

Val di Fiemme - Laghi di Bombasèl

Vincitore Concorso “Paolo Manfrini”

4 settembre ore 6.30

Col Margherita

Wu Wei, Alexis Baskind, Pascal Contet

Salutare il sorgere del sole con una musica di sintesi, che dal passato della Grande Cina si spinge nei territori della contemporaneità.

Dal Col Margherita lo sguardo si allarga su alcune fra le principali cime dolomitiche, dichiarate nel 2009 Patrimonio Naturale UNESCO: dalle Pale di San Martino al Civetta, dal Pelmo al gruppo del Focobon fino a Cima Uomo e a “sua maestà” la Marmolada.

Difficile immaginare luogo più suggestivo per salutare il sorgere del sole in compagnia di Wu Wei e della sua musica. Nato in Cina e formatosi a Shanghai e Berlino, Wu Wei porta sulle Dolomiti uno strumento tradizionale cinese, lo sheng, sorta di piccolo organo a bocca formato da canne di bambù incastonate in una struttura di metallo. Conformemente all’orientamento della manifestazione, però, che è quello di mettere a confronti tradizioni e linguaggi diversi, il musicista è solito varcare i confini dello strumento, sfruttando le sue potenzialità, in termini di melodia, armonia, ritmo e polifonia, per abbracciare anche contesti classici, cameristici o orchestrali, improvvisare come solista o assieme a band jazz, esplorare i territori della musica elettronica e minimal.

Con lui non a caso sul Col Margherita ci saranno anche il fisarmonicista francese Pascal Contet, pioniere nell’uso del suo strumento nei territori della musica contemporanea, e il contrabbassita Alexis Baskind, musicista, ingegnere del suono e compositore elettronico con base a Berlino.

Un incontro di culture che ben si sposa con la montagna, ambiente che, lungi dal rappresentare una pura e semplice barriera, è stata in realtà nei secoli luogo di transiti e transumanze, di incontri, confronti, migrazioni.

6 settembre ore 12

Val di Fiemme - Malga Canvere, Gruppo Viezzena – Bocche

Les Mecanos

Come portare i cori di montagna francesi e occitani in un’officina meccanica. Per reinventare la musica regionale.

Fra la catena del Lagorai, la più selvaggia del Trentino, e le Dolomiti del Parco di Paneveggio Pale di San Martino, il gruppo dolomitico più esteso con i suoi 240 km² di superficie, sorge Malga Canvere, in uno scenario di baite in legno, prati fioriti, boschi di conifere.

Un luogo estremamente suggestivo, adatto al cammino, alla contemplazione, ma anche alla convivialità, scenario perfetto per accogliere l’esibizione di Les Mécanos, formazione composta da dieci cantanti legati da una solida amicizia, che dal 2018 esplora il patrimonio canoro francese e occitano, coltivando un desiderio comune: recuperare i repertori regionali che sono parte integrante dell’universo musicale di ciascuno.

Ma prima che pensiate ad un concerto vocale “tradizionale” di cori di montagna lasciate che vi spieghiamo il perché del nome del gruppo: Los Mecanos accompagnano le loro polifonie con strumenti a percussione di vario genere, dalla grancassa e dal floor tom a oggetti e strumenti di lavoro che solitamente non compaiono nei teatri e nelle arene musicali quanto piuttosto nelle officine meccaniche, come chiavi inglesi, tubi di scappamento o cerchioni.

L’inedito “matrimonio” produce una musica intensa e suggestiva, che spazia dal repertorio delle canzoni di lavoro e di lotta ai ritmi adatti al ballo, alle celebrazioni e ai momenti di festa delle comunità che si ritrovano per rinsaldare il loro patto di amicizia, il loro desiderio di stare assieme, le loro alleanze.

9 settembre ore 12

San Martino di Castrozza, Passo Rolle, Primiero e Vanoi - Località Prati Col, Pale di San Martino

Marco Paolini, Alberto Ziliotto

Bandiera bianca. L’irresistibile ascesa della vocazione turistica. Cristo è resort - Progetto Speciale

Il teatro civile esplora la dimensione del turismo di massa. Fra resa, resistenze, ipotesi di sostenibilità.

I Prati Col, a poche centinaia di metri dal centro di San Martino di Castrozza, costituiscono un anfiteatro perfetto dal quale ammirare lo “spettacolo naturale” delle Pale di San Martino, con i profili inconfondibili del Sass Maor e di Cima della Madonna, della Cima Rosetta, del Cimon della Pala. È comprensibile quindi che questo luogo sia da tempo un’apprezzata meta turistica, al pari di altri sparsi per il Trentino e l’intero arco alpino, resi popolari anche dal cinema e dalla letteratura.

La scelta sembra quantomai appropriata per mettere in scena il progetto di Marco Paolini, regista, autore, attore, produttore cinematografico nato a sua volta sulle Alpi, a Belluno, molto amato dal pubblico sia per l’intensità delle sue proposte sia per l’impegno civile che sottendono, basti pensare a Il racconto del Vajont, che ottenne uno straordinario successo di pubblico e critica.

Paolini propone questa volta un testo studiato per l’occasione che si inserisce nel progetto “Atlante delle Rive”, dedicato alle acque e ideato con il collettivo La Fabbrica del Mondo. Il titolo rimanda ad un tema oggi molto dibattuto anche a queste quote, il boom del turismo di massa e il suo impatto sia sul tessuto sociale dei territori verso i quali si indirizza sia sugli ambienti naturali. Un impatto che sappiamo essere per certi versi positivo ma, per altri, fonte di nuove problematicità.

Con lui, Alberto Ziliotto, uno dei migliori chitarristi acustici fingerstyle italiani, già allievo del maestro Luca Trevisan, con numerose incisioni e collaborazioni all’attivo, fra brani originali e riarrangiamenti di composizioni famose.

12 – 14 settembre

Madonna di Campiglio, Dolomiti di Brenta

14 settembre ore 12 - Madonna di Campiglio - Rifugio Brentei, Dolomiti di Brenta

Mario Brunello e Quartetto Prometeo - Progetto speciale

Alla scoperta di un capolavoro di Schubert in compagnia di un violoncello d’eccezione e di un quartetto d’archi pluripremiato.

Il rifugio Brentei, nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta, è uno storico approdo degli escursionisti e un punto d’appoggio per l’esplorazione dell’intero gruppo dolomitico, ai piedi del Crozzon di Brenta e “guardato a vista” dalla Cima Tosa, dalla Cima Margherita, dalla Brenta Alta, nonché dai Campanili Alto e Basso e dai contrafforti rocciosi degli Sfulmini. Fra le mete più suggestive per un trekking d’alta quota nel Trentino orientale, recentemente restaurato secondo i criteri più avanzati dell’edilizia sostenibile, il rifugio deve la sua fama anche alla piccola chiesetta in pietra costruita proprio accanto, dedicata ai caduti in montagna, oggetto di innumerevoli scatti fotografici.

In questo scenario solenne e per certi versi “drammatico” Mario Brunello, violoncellista italiano da sempre amico de I Suoni delle Dolomiti, di cui cura anche la direzione artistica, fondatore e direttore dell'Orchestra d'archi italiana, docente dell’Accademia Chigiana di Siena e accademico di Santa Cecilia, porterà la sua esperienza con una musica davvero senza confini, eseguita nei palcoscenici di tutto il mondo con i direttori d’orchestra più prestigiosi, come Abbado, Muti, Mehta, ma anche con cantautori come Capossela, esplorando sentieri e linguaggi, tracciando nuove vie.

Nei trekking, e nel concerto finale al Brentei, Brunello sarà accompagnato dal Quartetto Prometeo, ensemble con oltre trent’anni di attività e una serie lunghissima di premi, collaborazioni, incisioni per le etichette Ecm, Sony e Brilliant, composta da Nurit Stark (primo violino), Aldo Campagnari (secondo violino), Danusha Waskiewicz (viola), Francesc ...

SCHEDE ARTISTI

Alessandro Baricco

Scrittore, saggista, drammaturgo e regista italiano, tra i più amati e letti in Italia e all’estero. Ha pubblicato romanzi di grande successo come “Oceano Mare”, “Seta”, “Novecento”, “City”, “Questa storia”, “Emmaus”, “Mr Gwyn”, “La Sposa giovane”, “The Game”, “Quel che stavamo cercando”, “Abel”, “Smith & Wesson”, “Tre volte all’alba”, “Il nuovo Barnum”, “Una certa idea di mondo”, “The Game”, “Quel che stavamo cercando”, “Abel”. Fondatore della Scuola Holden di Torino, ha collaborato con quotidiani e riviste, scritto e condotto programmi televisivi, portato in scena spettacoli teatrali e musicali. Da sempre appassionato di musica, ha scritto saggi e tenuto lezioni-concerto su grandi compositori.

Diabolus in Musica

Ensemble francese di musica medievale fondato nel 1992 da Antoine Guerber. Specializzato nel repertorio sacro e profano dal X al XV secolo, con particolare attenzione alla polifonia e al canto gregoriano. Ha inciso numerosi CD per etichette come Harmonia Mundi, Alpha, Zig-Zag Territoires, ricevendo premi internazionali. Si esibisce nei principali festival europei di musica antica.

Theophil Ensemble Wien

Fondato nel 2008 da Matthias Schorn, primo clarinetto dei Wiener Philharmoniker, il Theophil Ensemble Wien riunisce musicisti dell’orchestra viennese e di altri prestigiosi ensemble. Il repertorio spazia dalla musica classica e romantica a brani meno noti, con particolare attenzione alle trascrizioni e alle composizioni originali per varie formazioni. Ha collaborato con attori, cantanti e musicisti di fama internazionale, partecipando a festival e produzioni radiofoniche.

Le Mystère des Voix Bulgares

Coro femminile fondato nel 1952, diventato celebre in tutto il mondo per la straordinaria vocalità, la polifonia e l’originalità del repertorio tradizionale bulgaro. Il gruppo ha vinto un Grammy Award e ha collaborato con artisti come Kate Bush, Paul Simon, Elio e le Storie Tese. Le sue incisioni sono considerate un riferimento nella world music.

Avi Avital

Mandolinista israeliano, primo solista di mandolino nominato ai Grammy. Ha suonato con orchestre come la Israel Philharmonic, la Berliner Philharmoniker, la Gewandhausorchester di Lipsia. Il suo repertorio spazia dal barocco al contemporaneo, con numerose prime esecuzioni assolute.

Giovanni Sollima

Violoncellista e compositore italiano, noto per la versatilità e la creatività. Ha collaborato con artisti come Claudio Abbado, Riccardo Muti, Patti Smith, Stefano Bollani, Paolo Fresu. Le sue composizioni sono eseguite in tutto il mondo.

Alessia Tondo

Cantante salentina, voce storica della Notte della Taranta e del Canzoniere Grecanico Salentino. Interprete raffinata, ha portato la pizzica e la musica tradizionale pugliese in contesti internazionali. Ha collaborato con Ludovico Einaudi, Stewart Copeland, Ballaké Sissoko.

Peppe Copia

Chitarrista e tiorbista specializzato in musica antica e barocca. Collabora con ensemble di musica da camera e orchestre barocche in Italia e all’estero. Ha inciso per etichette specializzate e partecipa a festival di musica antica.

Wu Wei

Maestro dello sheng, strumento a fiato tradizionale cinese. Ha studiato a Shanghai e Berlino, esibendosi come solista con le principali orchestre europee e asiatiche. Sperimentatore, unisce la musica tradizionale cinese a jazz, elettronica e musica contemporanea.

Alexis Baskind

Contrabbassista, ingegnere del suono e compositore elettronico francese con base a Berlino. Attivo in progetti di musica contemporanea, jazz e improvvisazione.

Pascal Contet

Fisarmonicista francese, pioniere nell’uso della fisarmonica nella musica contemporanea. Ha collaborato con compositori come Luciano Berio e Pascal Dusapin. Si esibisce in festival internazionali e ha inciso numerosi CD.

Les Mecanos

Ensemble vocale francese nato nel 2018, formato da dieci cantanti amici che esplorano il repertorio dei cori di montagna francesi e occitani. Accompagnano le voci con percussioni e oggetti di uso quotidiano, reinventando la musica regionale. Si sono esibiti in festival e rassegne in Francia e in Europa.

Marco Paolini

Attore, autore, regista e produttore teatrale e cinematografico. Tra i maggiori esponenti del teatro di narrazione italiano. Celebre per spettacoli come “Il racconto del Vajont”, “Il Sergente”, “Itis Galileo”, “Le avventure di Numero Primo”. Impegnato in progetti di divulgazione e riflessione civile.

Alberto Ziliotto

Chitarrista acustico fingerstyle, allievo di Luca Trevisan. Ha inciso album solisti e collaborato con numerosi artisti italiani e internazionali. Sperimenta tra folk, jazz e musica classica.

Mario Brunello

Violoncellista, direttore d’orchestra e divulgatore musicale. Fondatore dell’Orchestra d’archi italiana, direttore artistico de I Suoni delle Dolomiti. Ha suonato con le principali orchestre e direttori del mondo, esplorando repertori classici e contemporanei.

Quartetto Prometeo

Quartetto d’archi italiano fondato nel 1992, vincitore di numerosi premi internazionali. Composto da Nurit Stark (primo violino), Aldo Campagnari (secondo violino), Danusha Waskiewicz (viola), Francesco Dillon (violoncello). Ha inciso per ECM, Sony, Brilliant, collaborando con compositori e interpreti di fama mondiale.

INFORMAZIONI

Come partecipare

Tutti i concerti sono a ingresso libero fino ad esaurimento posti. Si consiglia di raggiungere i luoghi dei concerti a piedi, con abbigliamento e attrezzatura adeguati all’ambiente montano. In caso di maltempo, i concerti potranno essere annullati o spostati in sedi alternative comunicate sul sito ufficiale.