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Kyiv. Due madri e un bambino in fuga dall’Ucraina. Un canto a tre voci per rompere il silenzio cui riducono le guerre esistenti nel mondo e il dolore e le avversità che ognuno affronta in silenzio dentro di sé. La scrittrice napoletana Viola Ardone, tra le autrici più importanti della narrativa italiana contemporanea, torna di nuovo a esplorare cosa succede quando la Storia cambia i destini individuali e coinvolge piccoli e adulti, intrecciando i cammini personali in un percorso di rinascita reciproca che dà speranza e fa rifiorire. Perché “Questo fanno i bambini alle persone. Le sincronizzano sul tempo dell’amore”.
L’autrice del premiato “Il treno dei bambini” ispirato a una storia vera - migliaia di bambini meridionali nel secondo dopoguerra vennero strappati alla miseria e affidati a famiglie del Nord e del Centro -, tradotto in tutto il mondo e diventato anche un film diretto da Cristina Comencini, presenta in anteprima al festival Pordenone legge il suo nuovo romanzo “Tanta ancora Vita” , uscito il 23 settembre per Einaudi. Una storia questa volta ambientata al presente che già dal titolo vuole comunicare fiducia pur in tempi difficili. Un titolo che “gioca” con il nome di Vita, madre privata del figlio alla quale un altro figlio che vuole trovare la sua mamma restituisce un ruolo e nuovo senso alla sua esistenza. Kostya ha dieci anni, suo padre si è arruolato per difendere l’Ucraina appena invasa mentre la nonna Irina lavora come domestica a Napoli. Il bambino decide di mettersi in viaggio per raggiungerla e, nonostante i soldati cerchino di bloccarlo al confine, riesce ad arrivare in Italia.
Con sé ha solo uno zaino nel quale custodisce la fotografia di una madre che non ha mai conosciuto, e un indirizzo. Una mattina Vita, la signora per cui la nonna lavora, apre la porta di casa e lo trova addormentato sullo zerbino. Vita ha perso suo figlio da quattro anni e passa le giornate rinchiusa nel suo dolore da sola, o con Irina, che ha letto Dante e parla italiano come un poeta del Duecento. Il piccolo ospite inatteso non parla la sua lingua, ma la costringerà di nuovo in quel ruolo che il destino le ha tolto. Poi, quando il padre di Kostya è dato per disperso, Irina torna nel suo Paese a cercarlo e d’impulso Vita decide di raggiungerla per aiutarla. Tentare di salvare un altro, del resto, è l’unico modo per salvare noi stessi.
Nei romanzi di Viola Ardone l’incontro fra esseri umani ha sempre la potenza di un miracolo capace di scardinare la solitudine: accanto a separazioni dolorose e storie di sopravvivenza si innestano “ricomposizioni miracolose” che risvegliano alla vita, dove il dolore per la perdita viene inciso dalla forza salvifica della cura reciproca. Viola Ardone (Napoli, 1974) ha pubblicato per Einaudi i best seller Il treno dei bambini (2019), da cui è stato tratto l’acclamato film omonimo di Cristina Comencini, Oliva Denaro (2021), da cui è stato tratto uno spettacolo teatrale di successo interpretato da Ambra Angiolini, Grande meraviglia (2023) con il quale ha raccontato il manicomio, la salute mentale e la legge Basaglia. Collabora con «la Repubblica» e «La Stampa». È tradotta in tutto il mondo. Viola Ardone, Tanta ancora Vita, Einaudi


