Lo show che Noemi ha portato in giro per l’Italia questa estate ha la sigla di «Blues & Love Summer Tour». Un vero e proprio omaggio della cantante romana alla sua passione per la musica nera proposto anche in Trentino stasera a Storo,alle  21, nella nuova struttura «StoroE20» (biglietti ancora disponibili in cassa dalle ore 19). Per Veronica Scopelliti, in arte Noemi, è anche un ritorno in quella terra a cui è particolarmente legata grazie ai Bastard Sons of Dioniso il gruppo trentino con cui ha condiviso le emozioni di X Factor prima di diventare una delle stelle del pop italiano «in rosa».

Noemi, come mai ora questo tributo alla black music?

«Semplicemente perché sentivo che era arrivato il momento giusto. Con questo progetto ho chiuso il cerchio dei miei primi dieci anni di musica. Per me era giunto il tempo di tracciare un bilancio su quello che ho fatto, su quello che avrei potuto fare e su quello che verrà. Così prima di ripartire e perché no, anche di rinnovarmi, secondo me era il caso di ritrovare le mie radici».



Proporrà al pubblico anche brani originali?

«Sì, ma riarrangiata secondo il mood di questo concerto. Ho voluto dare ad alcune mie canzoni quel respiro che magari a volte la musica live in una dimensione più pop non hanno. Il mio ultimo singolo “Non smettere mai di cercarmi” è riletto in una chiave più acustica e morbida senza le dinamiche dell’elettronica che erano forti in questo pezzo, mentre ho fatto una versione funky style di “Bagnati dal sole” davvero trascinante e divertente».

Soddisfatta di come è stato accolto questo tour?

«È stato un bellissimo tour, fortunatissimo oltre ogni mia più rosea previsione. Ho incontrato tanta gente che ha apprezzato la centralità della musica in questo show, quella vera, senza trucco né inganno, qulla che fa sudare sul palco».

Ad aprire i suoi primi dieci anni nel 2009 l’X Factor su Rai 2 insieme ai trentini ci furono i Bastard Sons of Dioniso.

«Ho un legame ancora forte con molte delle persone con cui ho vissuto quell’esperienza. Era la seconda edizione di X Factor ed avevamo una freschezza e anche un’ingenuità che oggi, secondo me, si fa fatica a ritrovare anche nei talent che hanno una maggior pressione mediatica. Se penso a Federico, Michele e Jacopo m’immagino subito quei canederli squisiti che arrivavano dal Trentino ma al di là di questo ho sempre apprezzato la loro coerenza nel portare avanti, come accade anche oggi, una certa idea di musica senza troppi compromessi, fatta con grande passione e serietà».