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Un progetto di Cesare Malfatti, liberamente ispirato a Valeriano Malfatti, suo antenato che fu sindaco di Rovereto negli anni precedenti alla Grande Guerra e durante il delicato passaggio del Trentino dal territorio austriaco a quello italiano. È quello proposto da Cesare Malfatti - artista noto anche per aver fatto parte dei La Crus gruppo imprescindibile del rock italiano degli anni ’90 - nel cd «La storia è adesso» che uscirà il 12 dicembre per l’etichetta bolzanina Riff Records.
Un lavoro che verrà presentato in anteprima nel concerto di venerdì 9 novembre, alle 21, al Mart di Rovereto nell’ambito degli eventi per il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale. Come ci racconta in questa intervista Cesare Malfatti, la biografia del suo avo diventa occasione per parlare di confine, di prigionia, di impegno politico e sociale e di cambiamento.
Malfatti, da quali esigenze artistiche è nato questo progetto?
Tutto si è sviluppato da un incontro che ho avuto a Rovereto, città d’origine del mio babbo, con il direttore del Mart Gianfranco Maraniello. In realtà ero andato al Mart per proporre un progetto legato ad un mio disco precedente ma in quel frangente è emersa la storia, che conoscevo solo in parte, legata a Valeriano Malfatti il fratello di un mio bisnonno.
Fra le voci anche quella di Giuliano Lott musicista roveretano.
Nel corso della mia ricerca ho scoperto che Gustavo Chiesa, il padre del noto irredentista Damiano Chiesa, era stato rinchiuso nel campo di prigionia di Katzenau, proprio insieme a Malfatti. In quel frangente Chiesa aveva composto alcuni sonetti in dialetto trentino e due di questi erano dedicati a Malfatti stesso. Io li ho fatti leggere a Giuliano Lott che li ha trasformati con la sua voce intrecciata proprio con le macchine intonarumori. Insieme al fratello di Giuliano, Nicola Lott, ho invece prodotto il primo videoclip tratto dal cd che uscirà il 7 novembre e che nelle immagini è legato al tema della Grande Guerra.
Cosa le manca di più degli anni ‘90 degli anni con i La Crus?
Non ho nostalgie particolari perché per me non sono poi così lontani: io musicalmente mi ci ritrovo sempre anche per esempio con questo utilizzo della macchina intonarumori che mi lega molto ai La Crus. Il mio modo di arrangiare e fare musica e legato a quel periodo così intenso e creativo.
A quale performance allora assisteremo venerdì prossimo al Mart?
Sarà un’esecuzione integrale di tutto il disco che mi vedrà al fianco di Chiara Castello, una musicista con la quale collaboro da tanto tempo ed è anche la voce femminile che si sente in diversi passaggi del cd. Sarà un concerto molto umanizzato, più minimale rispetto alla registrazione in studio. Sarà anche molto intenso perché questo è un disco che per me ha un valore speciale perché legato sia alla mia famiglia sia ad un certo modo di sentire e vivere la musica.



