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TRENTO. Una scia di sangue che attraversò il Nordest, arrivando fino in Germania, e un interrogativo rimasto aperto per oltre quarant’anni: Wolfgang Abel e Marco Furlan, i due assassini della banda neonazista Ludwig, agirono davvero da soli? Il caso torna al centro dell’attenzione con «Ludwig – Gli angeli neri», il documentario prodotto da B&B Film, in prima visione su Sky Crime on demand e in streaming su Now.
Tra il 1977 e il 1984 la sigla Ludwig rivendicò una serie di delitti contro prostitute, senzatetto, omosessuali, sacerdoti e frequentatori di locali notturni. Tra le vittime anche padre Armando Bison, sacerdote dei padri Venturini, assassinato a Trento il 26 febbraio 1983. Il religioso venne ritrovato con un punteruolo conficcato nel cranio, al quale era stato fissato un crocifisso. Un omicidio brutale che sconvolse la città e che rimane una delle pagine più drammatiche della vicenda.
La svolta arrivò nel marzo 1984, quando Abel e Furlan, entrambi provenienti dall’alta borghesia veronese, furono sorpresi mentre tentavano di incendiare una discoteca con circa quattrocento giovani all’interno. Le indagini portarono alla ricostruzione di una lunga catena di violenze, accompagnate da volantini di rivendicazione firmati Ludwig e dal motto nazista «Gott mit Uns», Dio è con noi.
Il documentario ripercorre indagini, processi e testimonianze, soffermandosi sulle zone d’ombra e sui possibili collegamenti con l’estrema destra veronese. Abel, morto nel 2024 a 65 anni dopo una lunga degenza, aveva scontato 32 anni tra carcere e domiciliari e si era sempre dichiarato innocente. La nuova inchiesta televisiva torna così su una vicenda giudiziariamente conclusa, ma ancora segnata da interrogativi sulle eventuali complicità mai accertate.


