TRENTO. Un coro tutto al femminile unico nel suo genere, capace di fondere il repertorio popolare bulgaro con una sonorità senza tempo, capace di emozionare e travolgere. La sigla, nota in tutto il mondo, è quella Le Mystère des Voix Bulgares che saranno in concerto il 29 agosto alle 12 in Località Tresca, in Val di Fiemme (in caso di maltempo, il concerto si terrà alle 17.30 presso il Palafiemme di Cavalese).

Nato negli anni ’50 il gruppo è stato riscoperto negli anni ’80 da Peter Murphy, frontman dei Bauhaus, che ne propose l’ascolto alla casa discografica inglese 4AD. Il disco, originariamente inciso nel 1975 dal musicologo svizzero Marcel Cellier, fu ristampato e accolto con entusiasmo in tutto il mondo, vendendo oltre 100.000 copie nel Regno Unito e 500.000 negli Stati Uniti. Di questo evento abbiamo parlato con Gancho Gavazov direttore del coro.

Gancho Gavazov, che effetto vi fa potervi esibire in un contesto legato alla natura, alle montagne, come quello dei Suoni delle Dolomiti?

“È meraviglioso. Eseguiamo musica tradizionale profondamente legata alla natura e alla terra. Questo è un ambiente naturale in cui le voci del nostro ensemble vocale possono e devono risuonare”.

Pensate di preparare qualcosa del vostro repertorio legato a questa dimensione?

“Abbiamo una canzone nel nostro repertorio che parla del rinverdimento della foresta, che ha l'importante ruolo di proteggere e preservare le persone che hanno combattuto per la libertà della Bulgaria. La canzone di Stefan Mutafchiev si intitola "Listni se goro".

Lei dirige un coro che ha saputo mantenere viva e riconoscibile una tradizione antichissima: in un’epoca dominata dalla velocità e dalla tecnologia, cosa significa custodire e rinnovare la memoria sonora di un intero popolo?

“È una grande responsabilità preservare, sviluppare e trovare un modo per presentare la nostra musica in modo moderno, in linea con lo sviluppo tecnologico mondiale. Forse è anche un processo naturale, perché la potenza di questa musica è illimitata. Chiunque abbia toccato ed eseguito musica con tale squisita energia rimane fedele alla missione di trasmetterla nel modo più accurato e, allo stesso tempo, più incisivo”.

Le Mystère des Voix Bulgares è molto più di un ensemble vocale, è un simbolo identitario.

“Le Mystère des Voix Bulgares è un universo intero. Oltre a raccogliere e diffondere frammenti della nostra cultura, questo ensemble emoziona chiunque ascolti il suo suono. Per me, come direttore assistente di questo ensemble, è un piacere e un privilegio stare di fronte a loro. Ricordo la prima volta che ho diretto il coro. È stato un momento che avevo sognato. Mi sembrava di volare, di essere in un sogno. Un sogno che si è avverato. Era come se avessi viaggiato per l'intero Universo ascoltandoli”.

Qual è la sua visione artistica come direttore di Le Mystère des Voix Bulgares: conservazione filologica o continua reinvenzione del repertorio?

“A mio parere, in entrambe le direzioni. Il coro è popolare con diversi canti, noti e attesi dal nostro pubblico. Ma naturalmente, il nostro canto popolare è fonte di molte idee che attendono di essere realizzate. Negli ultimi anni, la collaborazione tra il coro e vari artisti e ensemble di fama mondiale ha riscosso un grande successo di pubblico”.

La musica che dirigete ha radici antichissime e spesso nasceva in contesti rituali o agricoli: come viene rielaborata per un pubblico contemporaneo?

“Esatto, ma gran parte delle canzoni è legata anche ad altri temi: amorosi, storici, umoristici. Sono tutte un'espressione della nostra esistenza, che ci emoziona ancora oggi, ma in forme leggermente più moderne. La musica porta con sé arcaismi, ma presentata con diversi mezzi espressivi musicali riesce a toccare gran parte del pubblico”.

Come lavora sul suono collettivo e c’è un momento in cui “sente” che il coro è pronto, che l’insieme ha trovato la sua vibrazione perfetta?

“Il compito principale è quello di impegnarsi per preservare il suono, che è la qualità più distintiva di questo ensemble, e il momento di maturazione e miglioramento arriva quando lavoriamo diligentemente e con grande amore per l'arte”.

Le voci delle sue cantanti hanno una forza quasi ipnotica: in quale modo si modella e scolpisce questa forza evocativa vocale?

“Non è facile formare un ensemble di solisti che portino con sé le caratteristiche stilistiche specifiche delle diverse regioni della Bulgaria, ma ognuno contribuisce con le proprie qualità e il coordinamento tra tutti avviene in modo quasi naturale”.