TRENTO. Sono state consegnate alle strutture della Soprintendenza per i beni culturali due opere d’arte entrate a far parte del patrimonio provinciale, acquisite con risorse dedicate o tramite l’esercizio del diritto di prelazione previsto dal Codice dei beni culturali


Tra i beni rientrati spicca la pala d’altare di Francesco Verla, realizzata nel 1517 per il sacerdote Ettore da Salerno e destinata alla chiesa parrocchiale di Villa Lagarina. L’opera, documentata nel Settecento sul primo altare di destra, fu poi alienata e dispersa nel mercato antiquario, rimanendo nota per decenni solo attraverso fotografie storiche.


La seconda acquisizione è “La buona ventura” (ante 1640) di François Colombe du Lys, detto Francesco Colombo di Lorena, pittore di area caravaggesca vicino a Georges de La Tour.

La pala di Verla, una Sacra conversazione con la Vergine col Bambino, i santi Giovanni Battista e Pietro e quattro angeli, è considerata uno dei vertici del catalogo dell’artista per qualità pittorica e densità iconografica. Dopo passaggi in collezioni lombarde e la vendita a Londra nel 1963, l’opera aveva lasciato l’Italia per New York, risultando per oltre sessant’anni irreperibile.

Ora entrambe le opere avviano un percorso di restauro presso il laboratorio della Soprintendenza, preludio alla definizione della collocazione più idonea per la conservazione e la piena fruizione pubblica.