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ROVERETO. Ha l'entusiasmo della debuttante la neodirettrice del Mart Micol Forti. È lei la prescelta, su otto candidati che si sono presentati alle selezioni indette dalla Provincia, per dirigere il più grande museo del Trentino. La decisione di affidare le sorti del gioiello disegnato dall'archistar Mario Botta alla quasi ex responsabile dei Musei Vaticani, per altro, è dello stesso governatore Maurizio Fugatti e dell'assessora alla cultura Francesca Gerosa, nessuna commissione, in altre parole, ci ha messo becco.
Dottoressa Forti è pronta a prendere in mano le sorti del Mart?
«Assolutamente sì. Per me è veramente un onore avere questo ruolo perché il Mart è un vero gioiello, è un luogo prestigiosissimo riconosciuto e apprezzato sia in Italia che all'estero».
È un posto che conosce bene?
«Altroché, l'ho visitato più volte. Ha delle collezioni nazionali e intenzionali davvero importanti».
Anche i Musei Vaticani non scherzano. Perché ha deciso di lasciarli per trasferirsi in Trentino?
«Per me è una crescita. La collezione dei Musei Vaticani, chiaramente, è altrettanto importante rispetto a quelle del Mart ma è inserita in un sistema completamente diverso, è un'altra struttura, un'altra realtà».
Il Museo d'arte moderna e contemporanea di Rovereto, invece, cosa rappresenta per lei oltre che una crescita professionale?
«Una sfida. E sarà una sfida facile perché ha uno staff d'eccezione e la struttura culturale della Provincia è di un'efficienza straordinaria a partire dal presidente Fugatti e dall'assessora alla cultura Gerosa; sono rimasta davvero molto colpita».
Cosa l'ha convinta di più?
«Proprio la solidità della struttura e il sistema museale trentino che è esemplare rispetto al resto d'Italia. Per questo considero questo incarico come una crescita importantissima per me».
Crede che il Mart debba collaborare attivamente con gli altri musei provinciali?
«Assolutamente sì. Sono convinta che sia una realtà museale obbligata a collaborare e tra l'altro in Trentino c'è una dimensione perfetta per collaborare e presentare progetti insieme».
Il suo presidente sarà Vittorio Sgarbi…
«La presenza di Sgarbi è un valore aggiunto, sarà un privilegio conoscerlo».
Mai collaborato con il professore?
«No, non abbiamo mai lavorato insieme. Però è un uomo di una cultura e di un'esperienza unica. Non vedo l'ora di conoscerlo e di lavorare con lui».
Vittorio Sgarbi, al di là dell'esperienza, in questi anni ha fatto discutere e ha diviso soprattutto la politica: c'è chi lo ama e chi lo detesta. Che ne pensa?
«Sono sempre stata dell'idea che noi lavoriamo all'interno di un'istituzione ma restiamo comunque al servizio delle istituzioni. L'importante è avere obiettivi chiari, comuni. E la struttura del Mart è chiara, le competenze pure e anche i compiti affidati ad ognuno e quindi nulla può impedirci di lavorare insieme».
Insomma, è pronta per prendersi sulle spalle il Mart?
«Sì, è una nuova sfida e come tutte le sfide non fanno che accrescere gli orizzonti. Sarà bellissimo lavorare con tutti i colleghi: alcuni di loro li conosco scientificamente. Sono sicura che sarà una collaborazione arricchente per tutti».
Micol Forti assumerà l'incarico di direttrice il primo dicembre. Ha già parlato con il suo predecessore, Diego Ferretti?
«Sì, è una sicurezza poter lavorare con un direttore amministrativo così competente».
Lei sa che la città, soprattutto il mondo del commercio, si aspetta molto dal Mart? Sperano che porti indotto.
«Posso capire che si veda nella cultura un'occasione per arricchire l'economia. Un grande museo è per forza di cosa al centro di tante dinamiche e deve tenerle tutte presenti. Deve però provare anche a lasciare un segno per le nuove generazioni, per gli utenti di domani».
Il nuovo Mart punterà sui giovani, quindi?
«È un obbligo, dobbiamo lavorare con i giovani, far capire loro che il museo è un luogo vivo, vitale, aperto ma chiaramente abbiamo anche il compito di far convergere tutte le esigenze che ruotano attorno alla cultura. Non è facile ma ci si prova».


