È tutta l’energia e la libertà del gipsy - jazz e swing a segnare l’appuntamento che si terrà oggi, al Buffaure in Val di Fassa, alle 11, con Joscho Stephan e la sua band (in caso di maltempo il concerto si terrà, alle 17.30, al Teatro di Moena).

Dopo l’acclamato debutto «Swinging Strings», nominato cd del mese dalla rivista americana «Guitar Player», e i primi quattro album, Joscho Stephan si è fatto strada sulla scena di gipsy swing, lo stile nato negli anni Trenta grazie al genio del chitarrista jazz Django Reinhardt. E proprio quella musica è alla base del suo percorso di musicista come ci racconta in questa intervista il chitarrista tedesco.

Joscho Stephan, da dove nasce la sua passione per il gipsy swing che ha segnato i suoi primi lavori?

«Quando avevo tredici anni ho sentito per la prima volta un brano del chitarrista Django Reinhardt. È stata, per me, una vera e propria folgorazione: da quel momento ho incominciato a suonare e ad amare il gipsy swing».

Si dice che da ragazzo lei ascoltava anche tanto rock.

«Sono curioso quindi ho ascoltato (e ascolto ancora) musica e generi molto diversi. Oltre a Django, i Beatles e Carlos Santana sono i miei preferiti».


Le piace l’idea di esibirsi fra le montagne, immerso nel verde?

«Molto, la musica che faccio è nata per essere suonata anche in una dimensione open air e so che in questa occasione il luogo del concerto è fra le montagne. Sono curioso di vedere come si “riflette” in questo spazio verde il nostro sound gipsy».

Per quale motivo ha scelto di creare una sua etichetta?

«Volevo essere indipendente su questo fronte e nel 2012 ho fondato una mia label. Da allora ho pubblicato diversi cd fra cui, nel 2015, «Guitar Heroes» con Bireli Lagrene, Stochelo Rosenberg e Tommy Emmanuel. Il titolo del mio ultimo disco è «Paris - Berlin» e vede al mio fianco proprio i musicisti che suoneranno con me in Trentino».