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ROVERETO. Dall'Italia al mondo, incontrando il sincretismo del Messico, il caos del Vietnam e i Templi di Angkor Wat in Cambogia. Dal religioso al sacro, alla ricerca di Dio attraverso il contatto con altre culture, mettendo in discussione quello che conosci e pensi di sapere. E mentre vai e ti lasci intaccare da quello che esiste fuori di te, può capitare di scoprire qualcosa che ti trasforma. Protagonista del documentario Across (Italia, Svizzera, 2023, 77'.), primo film scritto, diretto e interpretato dalla trentina Irene Dorigotti, una produzione Start, in collaborazione con Rai Cinema, e con il sostegno, fra gli altri, del Cai-Club Alpino Italiano, è il sacro.
Un percorso interiore della regista e antropologa visiva, nata a Trento nel 1988, narrato in un vero e proprio road movie spirituale, "un film scout punk" come ha dichiarato Dorigotti ad Avvenire, e "un'opera di crisi, fatta di domande più che di risposte" (Sentieri selvaggi), che ha vinto il Premio Solinas Miglior Documentario per il Cinema, in collaborazione con Apollo 11-Casa del Documentario.
Presentato lo scorso settembre in anteprima mondiale alla 21ª edizione delle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia e al Ji.Hlava International Documentary Film Festival, in Italia Across è stato selezionato al Bolzano Film Festival Bozen e al Trento Film Festival nella sezione "Orizzonti Vicini".
Il tour nelle sale, alla presenza della regista, iniziato all'Auditorium Melotti di Rovereto, in collaborazione con Cinemart e Centro Servizi Culturali Santa Chiara, prosegue a Torino, Mantova, Milano, Bologna, Roma, Brescia e Bergamo.
La storia? A otto anni Irene Dorigotti diventa una scout - vive a Isera, viene iscritta dalla madre all'Agesci di Rovereto -, esperienza che ha fortemente contribuito a forgiare il suo immaginario, poi a 20 anni comincia la sua formazione come antropologa. A 35 anni unisce le due anime in un film autobiografico, intimo e personale, un viaggio-romanzo di formazione spirituale con radici nella storia famigliare e innestato sulle sue passioni per viaggi, cinema e scrittura. Un'opera che ha richiesto otto anni di lavorazione ed è cresciuta nel tempo, presentata così alle Giornate degli Autori: «Irene Dorigotti ci rende partecipi di una crisi di natura esistenziale a fronte del ritrovamento di un tesoro antico di sonorità e fotogrammi provenienti dai viaggi realizzati nei meandri più reconditi del mondo dal proprio nonno, fondatore della prima agenzia di viaggio italiana. Riconnettendosi alle memorie di famiglia, che in qualche modo sono le memorie delle culture del mondo, Dorigotti attraversa una profonda crisi spirituale che la porta a mettere in discussione la propria fede pure se granitica».
All'esposizione della Sindone a Torino nel 2015, la giovane donna torna a vestire la divisa scout e parte per un viaggio fatto di incontri giocosi e piccole rivelazioni, scoprendo un universo poetico rappresentato dalle animazioni di Simone Rosset, dalla voce narrante di Fabio Bussotti, scritta insieme al produttore esecutivo Carlo Shalom Hintermann, regista che ha collaborato con lo statunitense Terrence Malick, dalle musiche di Enrico Ascoli e con il produttore Riccardo Annoni nei panni di nonno Dorigotti.
«A Torino, durante l'Ostensione della Sacra Sindone, la città viene allestita per accogliere fedeli da tutto il mondo - spiega Dorigotti -. Si genera un fenomeno collettivo, dove turismo e religiosità si contaminano, in cui esplode la contraddizione che consacra l'immagine di Cristo al marketing e alla sovraesposizione mediatica. Il film che ho voluto realizzare è una performance che intreccia narrazione di finzione e mondo reale».
Un film che la regista stessa definisce un esperimento, non nascondendo le difficoltà: «Ho messo alla prova i miei strumenti di comprensione per capire visioni del mondo distanti dalla mia e passato il mio tempo a cercare di comprendere perché altre culture chiamino Dio con nomi diversi. Non è stato un percorso semplice: il confronto ha messo in discussione molte delle mie certezze e spesso ha generato nuovi dubbi". Un film per riflettere, e anche divertirsi, con molti "percorsi" all'interno: ad un certo punto Gesù, interpretato da Marco Rezoagli, riappare, ci sarà anche il rito dei "battitori della croce" ricostruito in Sardegna, e uno dei filoni presenti nella pellicola è l'acqua - "è un film riflessivo, era bello giocare con uno degli elementi che riflette di più. Quando sei sott'acqua, attraversi un altro mondo».
Un ruolo importante è rivestito anche da materiali d'archivio audiovisivi: tra le più importanti immagini d'archivio usate vi sono quelle provenienti da Home Movies-Archivio Nazionale del Film di Famiglia, Superottimisti, archivio regionale dei film di famiglia con sede a Torino, Archivi RSI Radiotelevisione svizzera, Cineteca della Fondazione Museo storico del Trentino e The Scouts Heritage Collection."Across" è prodotto da Riccardo Annoni e Antonio Prata, una produzione Start, in collaborazione con Rai Cinema, in coproduzione con Noha Film e RSI-Radiotelevisione svizzera.


