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MEZZOLOMBARDO. Di mestiere ha fatto tutta la vita il salumaio dietro il bancone di un alimentari, ed ora è in pensione. Ma per tutta la vita ha avuto una grande passione: intervistare persone famose. Ed oggi è diventato una «star» nazionale.
E’ bastato un articolo pubblicato da Corriere della Sera in settimana, per far scatenare internet: a catena, decine e decine di articoli su Gianfranco Gramola si sono susseguiti in rete, e alla fine è arrivato persino un lungo spot per lui su Radio Deejay, dove LInus e Nicola Savino gli hanno dedicato cinque minuti di trasmissione «Deejay chiama Italia», seguita da milioni di persone.
Come mai? Va detto che Gramola – pur non essendo giornalista – ha realizzato in una vita 912 interviste, tutte orgogliosamente non retribuite, fatte solo per passione. Ed ora punta a quota mille.
In 43 anni è riuscito a intervistare personaggi famosi (o che magari lo erano e non lo sono più): da Nino Manfredi ad Alberto Sordi, da Brigitte Bardot a Carlo Verdone. Con mille annedoti.
Per Nino Manfredi ad esempio, si attaccò al citofono di casa, a Roma: «Avevo trovato l’indirizzo sull’elenco telefonico, con il nome di battesimo: Saturnino». Gli aprì la governante e Gramola fu presentato: «L’attore era in pausa e mi invitò a vedere il giardino. Restammo a chiacchierare per un’ora».
Giulio Andreotti, invece, lo intervistò tre volte, ma mai di persona: «Per posta, via fax e via email. La prima annotai le domande su un foglio e spedii la busta: lui sulla stessa lettera scrisse le risposte e me le rimandò indietro».
Ma se intervistare il Divo Giulio fu difficile, per Gramola sono arrivate anche soddisfazioni, come per Claudia Cardinale che lo chiamò una sera a casa da Parigi. «Per raggiungerla avevo contattato una nipote su Facebook». O Brigitte Bardot.
Molte interviste sono arrivate grazie all’elenco telefonico. «Gigi Proietti lo trovai cercando la moglie Sagitta: mi accolse fuori dalla porta in ciabatte». Alberto Soldi lo rimbalzò di qualche ora, al telefono, perché doveva andare a mangiare il cocomero a Fregene. Anche Vittorio Gassmann (che nell’ultima parte della vita fu in preda a una grave depressione) lo scovò sull’elenco: «Ma quando mi rispose era così giù di corda che preferii non disturbarlo più».
Gramola nel 2005 ha creato il suo sito internet, che si chiama intervisteromane.net, dove ha raccolto quelle già pubblicate e dove ha cominciato ad aggiungere le nuove. Il suo sogno ora è raccoglierle tutte in un libro. «Devo raggiungere quota mille, tutte senza scopo di lucro!»


