Fortunato Depero ritorna negli Stati Uniti. Non a New York, dove alla fine degli anni Venti del Novecento aveva vissuto una fase della sua esperienza artistica, ma a Washington con “Depero. Graphics: Between Italy and the United States” l’esposizione, ideata da Maurizio Scudiero, curatore dell’Archivio Depero, e ospitata all’ambasciata italiana. Con quasi cinquanta opere tra disegni, collage e dipinti, la mostra mette in risalto il ruolo pionieristico di Depero nell’unire arte, design e comunicazione.
 

Sottolinea inoltre il suo straordinario legame con gli Stati Uniti: durante il soggiorno a New York tra il 1928 e il 1930, Depero realizzò celebri copertine per Vanity Fair e The New Yorker, collaborò con agenzie pubblicitarie e designers e portò il Futurismo al pubblico americano. La mostra è stata inaugurata dall’ambasciatore negli Usa Marco Peronaci alla presenza tra gli altri, oltre che di Maurizio Scudiero e di Claudio Pagliara direttore dell’Istituto italiano di cultura a New York, del sottosegretario di Stato Usa per la diplomazia pubblica, Darren Beattie. Un’occasione importante per sottolineare «il profondo intreccio che ha alimentato la reciproca contaminazione e il dialogo culturale tra i nostri Paesi».