TRENTO - Un nuovo viaggio musicale della cantante romana attraverso i repertori e i brani più amati di Ivano Fossati e Fabrizio De André. E’quello proposto da Fiorella Mannoia mercoledì 1 luglio in Piazza Fiera nell’ambito del tour “Fiorella canta Fabrizio e Ivano. Anime Salve" per la seconda data del Trento Summer Festival ideato da Roland Barbacovi, Showtime Agency e Alessandro Raffaelli di Radio Italia Anni ‘60. Una tournée che prende vita nel trentennale di “Anime Salve”, pietra miliare della musica italiana e ultimo lascito creativo di Faber, realizzato insieme a Ivano Fossati e pubblicato nel 1996.

Fiorella Mannoia, da dove la scelta di unire in questo omaggio due poeti della canzone italiana come De Andrè e Fossati che raccontavano gli ultimi, gli esclusi, le persone fuori dagli schemi?

“Con Ivano e Fabrizio navigo in un mare sicuro, quasi familiare. Hanno fatto entrambi parte della mia vita. Fabrizio è stata una folgorazione quando per la prima volta da adolescente ho sentito parlare di prostitute, di guerra, dell’altra faccia della luna che nessuno mostrava. La sua voce, mai giudicante, dava alle parole un peso che mi è rimasto addosso. Ivano è arrivato più tardi, ma ha rappresentato un’altra svolta: con lui ho costruito un rapporto profondo. Abbiamo collaborato tanto e continuiamo a farlo, perché per me è famiglia. Unire questi due mondi in un omaggio è stato naturale”.

Il titolo si lega ad uno dei capolavori di Faber, "Anime Salve", uscito trent’anni fa.

Anime Salve, che proprio quest’anno compie trent’anni, è stato il punto di partenza per rendere omaggio a due figure che hanno inciso profondamente sulla mia vita e sulla mia storia artistica. È un album straordinario, il testamento artistico di Faber, nato dall’incontro tra il suo mare inquieto e quello più calmo di Ivano. Da questa fusione è scaturito un disco che è diventato una pietra miliare della nostra musica, un patrimonio che tutti dovrebbero conoscere”.

In quale modo ha scelto i brani che attraverseranno la setlist del concerto e chi l’accompagna in questa avventura live?

“Sono partita da quello che considero un caposaldo assoluto, Anime Salve: molte canzoni di quell’album saranno al centro della scaletta, tranne quelle in genovese, perché non so parlarlo. Oltre a queste, ci saranno i brani più significativi di Fossati e De André: da Il pescatore e La guerra di Piero a Le notti di maggio e C’è tempo”.

Un omaggio appunto, ma anche una rilettura: quanto c'è di Fiorella Mannoia dentro queste interpretazioni?

“Sono prima di tutto un’interprete, e rivendico con orgoglio questo ruolo. Come i traduttori, ci assumiamo una grande responsabilità: restare fedeli all’idea dell’autore, tradendola il meno possibile. Cantare le canzoni di questi due artisti che ho amato e continuo ad amare è una gioia immensa. Sento il peso bello di questa responsabilità, ma ci sono cresciuta dentro: le canzoni di Ivano le ho cantate tante volte, alcune le ha scritte proprio per me. Per questo, mi sembra di tornare a casa”.

Molti giovani conoscono De André in maniera riflessa non avendo vissuto la sua epoca: cosa spera che portino a casa dopo aver visto questo concerto?

“Penso che noi artisti abbiamo una responsabilità: mantenere vive le canzoni e le voci che hanno segnato un’epoca e che, ancora oggi, restano sorprendentemente attuali. La speranza è che ai ragazzi accada ciò che è successo a me: essere travolta, quasi folgorata, dalla forza della loro musica e delle loro parole. Vorrei che uscissero dal concerto con la curiosità accesa, con la voglia di andare a cercare, ascoltare, capire”.

Quanto sono attuali le canzoni di Anime Salve che parlano di solitudine, emarginazione e ricerca della libertà?

“In questo momento storico, stiamo tornando indietro: la libertà che caratterizzava quell’epoca sembra allontanarsi, e proprio per questo quelle canzoni diventano ancora più attuali, forse persino più di quando uscirono. Sedersi ad ascoltare le loro storie, così come le hanno raccontate loro, è un atto rivoluzionario”.

Se Fabrizio De André e Ivano Fossati fossero seduti tra il pubblico durante una data del tour, quale sarebbe la loro reazione che la renderebbe più contenta?

“Ho parlato con Ivano, gli ho raccontato il progetto e ne è stato davvero felice: non se lo aspettava. Anche a Dori Ghezzi l’idea è piaciuta molto, e il suo giudizio per me aveva un peso enorme. Sapere che accoglie questo omaggio con gioia è stato per me quasi una benedizione”.