PHOTO
TRENTO. Un doppio show che si annuncia all’insegna del gospel fra tradizione e modernità per diffondere un messaggio di pace, amore, gioia e speranza in un mondo che sta affrontando un momento difficile. E’ quello che avrà come protagonisti gli artisti del Dream Gospel Voices (qui nella foto di Simone Di Luca) nel doppio show del 19 dicembre alle 21 (con i biglietti ancora disponibili nei circuiti Boxol e Ticketone) e di giovedì 22 (teatro giù sold out da settimane) all’Auditorium.
Di questo spettacolo che materializzerà la magia della tradizione della musica gospel legata alla sigla di “Gospel Night with Dream Gospel Voices” abbiamo parlato con Derrick Jones batterista e direttore musicale della corale per molti fra le più ispirate della scena gospel statunitense di Harlem in un incontro che si annuncia come un intreccio fra le melodie classiche della musica gospel e sonorità legate a questo terzo millennio.
Derrick Jones, come è nato il coro Dream Gospel Voices?
“Da un’idea che abbiamo avuto io e Derrick. Entrambi abbiamo fatto in passato delle tournée con altri cori e abbiamo maturato una nostra idea creativa a cui abbiamo voluto dare forma”.
Qual è la peculiarità del vostro coro?
“Le nostre origini sono un misto fra le nostre radici pentecostali e le mie radici più vicine al gospel classico. Credo che la particolarità del nostro coro sia la creatività e lo spirito di eccellenza che proviamo a materializzare durante i nostri spettacoli”.
I vostri spettacoli intrecciano le melodie classiche alle sonorità del terzo millennio: in quale modo?
“Penso sia semplice combinare il suono tradizionale a quello del terzo millennio, amiamo e apprezziamo la musica tradizionale ma alla fine siamo tutti dei millennials”.
Quanti siete sul palco?
“La nostra line up in questo momento unisce nove voci, femminili e maschili, al suono di tre musicisti”.
Può citare alcuni dei brani che attraversano la set list dei vostri spettacoli?
“Nei nostri concerti non mancano mai brani classici del gospel come “Oh happy day”, “In the stone”, “Amazing grace” continuando con tanti altri classici senza tempo che hanno fatto la storia del gospel e alcuni pezzi che hanno una dimensione più moderna che non possono mancare. Il gospel (cioè il Vangelo in inglese) è la buona novella di Gesù Cristo e quando le persone conoscono meglio Gesù sentono lo spirito dell’amore. In un mondo pieno di odio, l’amore di Dio è quello di cui c’è più bisogno. A Trento in un contesto legato al Natalecanteremo anche una serie di medley dedicati a questo momento così particolare”.
Qual è il vostro rapporto con l'Italia?
“Amiamo l’Italia, la vostra architettura, il vostro cibo ma in particolare ci ha colpiti l’accoglienza che riceviamo nel vostro Paese e come gli italiani sanno apprezzare la musica in generale ma anche quella che proponiamo noi”.


