TRENTO – È considerato uno dei cantautori  più intensi ed eleganti della nuova scena ed è tra le voci più amate dell’attuale panorama musicale e tra gli artisti più premiati della storia della musica italiana. Queste le credenziali di Diodato headliner della serata del 27 giugno al Trento Live Fest dopo i set di Lucio Corsi e di Mazzariello.

Un ritorno a Trento per il cantautore dopo il sold out all’Auditorium con il suo mix tra rock, musica popolare e influenze derivanti dalla grande tradizione del cantautorato italiano, ma anche da quella della musica per film.

Le sue performance live rappresentano il punto di contatto più profondo con un’emotività che è posta sempre al centro della sua produzione artistica e che lo hanno portato a intraprendere importanti tour nazionali e internazionali.

In questa intervista con Diodato raccontiamo le forme del suo tour estivo insieme a quelle del suo ultimo singolo “Non ci credo più” con cui dà voce alla propria volontà di reagire, di ribadire l’importanza di non lasciarsi sopraffare da una narrazione del reale che sembra avere come unico scopo quello di dividerci e farci tollerare l’inaccettabile.

Antonio Diodato, quale live set nelle sue forme sonore ha preparato per questo tour estivo che farà tappa anche a Trento?

“Vengo da un tour teatrale bellissimo, è stata un’esperienza artistica molto forte che mi ha spinto con decisione in una direzione, cioè fare un viaggio insieme agli spettatori che diventavano parte di questo viaggio emozionale. Anche in estate mi muoverò nella stessa direzione. Ovviamente l’estate ti obbliga in qualche modo a suonare con i luoghi perché il teatro è un luogo dove puoi creare un po’ quello che vuoi grazie alle scenografie, al buio teatrale, al silenzio teatrale. All’esterno invece sei costretto ad adattarti un po’ di più ai luoghi ma anche quello è un aspetto interessante che poi rende il concerto unico”.

Ha già preparato la scaletta del live?

“Ci saranno delle modifiche rispetto al tour teatrale, non sarà lo stesso concerto. Volevo suonare qualcosa che non suonavo più da un po’, quindi cambieranno diversi momenti dello spettacolo”.

Fra i brani nella setlist immagino troverà spazio anche anche il suo ultimo singolo uscito il 25 aprile “Non ci credo più”.

“È una canzone che esprime le sensazioni che sto provando e che sottolinea con questa sorta di mantra le mie convinzioni, cioè non voler più credere a un certo tipo di narrazione che ci vuole sempre inermi, impotenti davanti a ciò che accade. Credo che il sistema spinga in quella direzione lì, impossibilitati a cambiare le cose.

Ecco, io non credo più in questa cosa qui, secondo me ognuno di noi ha una forza importante e una possibilità di incidere sul reale e sulla società in cui vive. E ancora di più lo possiamo fare quando siamo uniti. La musica mi ha insegnato questo, a unirmi con la gente che ho davanti, sentirli parte di un flusso e anche lottare per quel mondo lì che si è creato in questo percorso”.

Oltre questo titolo lei crede in un fare musica legata diciamo all’impegno ad un messaggio da trasmettere?

“Sì, il gioco di parole del titolo sta proprio in questo: “non ci credo più” in realtà racconta con forza ciò in cui credo. La musica può fare tanto, ancora più che nel passato, proprio in questo momento storico dove il mondo è più asettico, meno empatico e dove è facile perdere la dimensione umana”.

Tornando alla dimensione on stage: cosa la emoziona maggiormente nel contatto con la gente?

“Percepire che stiamo in qualche modo viaggiando insieme, che stiamo provando delle emozioni insieme è la cosa più forte per me. Non per forza arriva dal sentir cantare una canzone, può avvenire anche nel totale silenzio, in quelle vibrazioni che sono molto difficili da spiegare, è questo che rende i concerti potenti e indimenticabili”.

“Ho acceso un fuoco”, il suo lavoro più recente, è uscito un anno fa: sta già pensando ad un nuovo album? 

“Ci sto lavorando già da un po’ perché “Ho acceso un fuoco” era un live, quindi si trattava di canzoni già uscite. Ho scritto e sto scrivendo, sono già in lavorazione, quindi spero di non dover aspettare molto per questo nuovo capitolo del viaggio”.