PHOTO
TRENTO. Dal voto che sancì la nascita della Repubblica all’Accordo di Parigi, passando per le prime elezioni a suffragio universale e il lavoro dell’Assemblea Costituente. Il 1946, anno cruciale per l’Italia e per il Trentino, è al centro della nuova mostra-installazione inaugurata nel pomeriggio di oggi, 1° settembre, in piazza Cesare Battisti. L’esposizione, visitabile liberamente fino al 14 settembre, è promossa dall’assessorato provinciale alla conoscenza dell’Autonomia e curata dalla Fondazione Museo storico del Trentino.
«Il 1946 ci mostra il passaggio dalle istanze espresse dalla popolazione alla loro traduzione in un percorso politico e istituzionale democratico», ha sottolineato l’assessore Simone Marchiori. La mostra, intitolata “1946. Dal voto per la Repubblica all’Accordo di Parigi”, si sviluppa attraverso dodici pannelli documentali e fotografici e costituisce la seconda tappa del progetto dedicato alla storia dell’Autonomia.
Uno dei passaggi centrali riguarda il referendum istituzionale del 2 giugno 1946. Il Trentino fu la provincia più nettamente repubblicana d’Italia: alle urne si recò il 91% degli aventi diritto e l’85% scelse la Repubblica. Il percorso ricorda anche le elezioni amministrative, a partire da quelle di Lavis del 17 marzo, quando per la prima volta le donne parteciparono al voto anche come candidate.
Spazio quindi all’Assemblea Costituente e ai rappresentanti trentini eletti, tra i quali Alcide De Gasperi, Elsa Conci, Luigi Carbonari e Gigino Battisti, fino ad arrivare al 5 settembre 1946. Quel giorno De Gasperi e il ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber firmarono a Parigi l’accordo destinato a diventare uno dei fondamenti del successivo percorso autonomistico e della tutela della minoranza linguistica tedesca in Alto Adige.
All’inaugurazione hanno partecipato anche il sindaco Franco Ianeselli, il presidente della Fondazione Museo storico del Trentino Luigi Blando e il direttore Giuseppe Ferrandi. Ianeselli ha richiamato il valore attuale dell’Autonomia, indicando la necessità di utilizzarla per affrontare sfide come «la catastrofe climatica, le disuguaglianze, le migrazioni, il calo demografico o l’intelligenza artificiale».
Per Giuseppe Ferrandi, l’obiettivo non è soltanto promuovere la conoscenza storica, ma anche «suscitare riflessioni e dibattito sul presente e sul futuro». La scelta di tornare in piazza Battisti richiama inoltre il ruolo che questo luogo ebbe nelle mobilitazioni popolari a favore dell’Autonomia.
La mostra rientra nelle iniziative per gli 80 anni dell’Accordo De Gasperi-Gruber. Accanto all’allestimento principale di Trento è stata realizzata anche una versione itinerante, destinata a biblioteche, sale comunali e altri spazi pubblici del territorio, per portare il racconto delle origini dell’Autonomia anche fuori dal capoluogo.


