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TRENTO. Oltre 57 milioni di euro investiti nel sistema culturale trentino nel 2025, con una previsione di ulteriore crescita per il prossimo anno, quando le risorse complessive dovrebbero superare i 59 milioni di euro. È la fotografia che emerge dal report dell’Unità di missione strategica per i beni e le attività culturali della Provincia, presentato oggi a Trento.
Numeri che raccontano un sistema molto più ampio della sola conservazione del patrimonio storico e artistico. Accanto a restauri, scavi archeologici e interventi di tutela, infatti, ci sono musei, biblioteche, scuole musicali, spettacolo, cinema, associazioni e produzione culturale. Una rete capillare che coinvolge realtà grandi e piccole distribuite sull'intero territorio.
La parte più consistente delle risorse riguarda proprio le attività e la produzione culturale: nel 2025 il servizio provinciale competente ha gestito oltre 48,6 milioni di euro, contro i 45,4 milioni dell'anno precedente. Circa la metà, 23 milioni di euro, è stata destinata ai musei provinciali e agli enti strumentali, tra cui Muse, Mart, Mets, Museo del Buonconsiglio, Fondazione Museo Storico del Trentino e Fondazione Guetti.
Altri 6 milioni di euro sono stati destinati al Centro Servizi Culturali Santa Chiara e una cifra analoga alle scuole musicali, mentre la Trentino Film Commission ha ricevuto assegnazioni per oltre 2,8 milioni di euro, a conferma del peso assunto anche dal comparto audiovisivo.
Sul fronte della tutela del patrimonio, nel corso del 2025 sono stati concessi oltre 4,1 milioni di euro di contributi a enti, parrocchie e privati per la salvaguardia del patrimonio storico e architettonico. A questi si sono aggiunti circa 5,1 milioni di euro tra perizie, lavori, restauri, manutenzioni, acquisti e fondi Pnrr. Per il 2026, le risorse complessivamente destinate a questo ambito saliranno a oltre 9,2 milioni.
Un'attività che nel corso dell'anno ha prodotto anche risultati di particolare rilievo. Tra gli interventi segnalati dalla Provincia ci sono il lavoro di supervisione per il recupero della stazione ferroviaria di Trento in vista delle Olimpiadi invernali 2026, l'avvio dello studio per il recupero di Villa Angerer ad Arco e l'acquisizione della Pala d'altare di Francesco Verla del 1517, rientrata dall'estero alla fine del 2025.
Importante anche il capitolo della ricerca archeologica. A Trento, gli scavi nell'area di via Santa Croce hanno portato alla luce una necropoli con 270 tombe, una scoperta inserita tra le sette più importanti dell'anno da «Il Giornale dell'Arte». E resta significativa anche la risposta del pubblico ai siti archeologici provinciali: nel 2025 il S.A.S.S. di Trento ha registrato 27.878 visitatori, mentre la Villa romana di Orfeo ha raggiunto quota 18.924 presenze.
Il sistema culturale trentino si caratterizza inoltre per la sua diffusione sul territorio. Nel 2025 erano attive 13 scuole musicali, 83 corpi bandistici, 197 cori, oltre 90 musei e 9 ecomusei, insieme a centinaia di associazioni culturali e folkloristiche. Sono 165 le sedi del Sistema bibliotecario trentino, tra biblioteche di pubblica lettura, punti di lettura, biblioteche specialistiche e scolastiche.
Anche sul fronte della lettura i numeri restituiscono un'attività significativa: nel 2025 sono stati registrati 1.362.819 prestiti, ai quali si aggiungono circa un milione di consultazioni attraverso la piattaforma digitale Mlol, che conta oltre 35.500 iscritti.
Il report arriva in un anno caratterizzato anche dall'approvazione delle nuove Linee guida per le politiche culturali della Provincia, che individuano sei grandi sottosistemi: museale, bibliotecario, della formazione musicale, dello spettacolo dal vivo e del cinema, degli archivi documentali e digitali e del patrimonio culturale. Nel 2025 è stato inoltre avviato il progetto «Combinazioni», realizzato insieme a tredici soggetti del sistema culturale trentino.
«Non siamo semplici custodi del passato, ma facilitatori di una cultura dinamica», ha sottolineato l'assessora provinciale alla cultura Francesca Gerosa, presentando il report. Per Gerosa, dietro ai numeri ci sono «persone e progetti» e un lavoro condiviso tra amministratori, strutture provinciali e operatori.
La direzione indicata dalla Provincia è dunque quella di un sistema culturale chiamato non solo a conservare il patrimonio, ma anche a produrre partecipazione, coesione e valore per le comunità. E il dato sugli investimenti conferma la scelta di mantenere alta l'attenzione sul settore: dai 57 milioni del 2025 si punta infatti a superare i 59 milioni di euro nel 2026.


