RIVA DEL GARDA. Nell'archivio storico del Comune di Riva, nella sezione «Antico regime, Ecclesiastica I» della Biblioteca di Riva del Garda giace un raro e prezioso libro dal titolo "de Arte Coquinaria" scritto in latino volgare da tale Maestro Martino da Como, cuoco e gastronomo italiano. L'Adige se n'è occupato sei anni fa, quando la direttrice era Federica Fanizza, ma l'argomento - dopo un nuovo e lungo silenzio - è tornato d'attualità in occasione del pranzo della Confraternita dello Snodar, ossia il Sovrano e Nobilissimo Ordine dell'Amarone e Recioto che ha organizzato nella chiesa di Ospedaletto di Pescantina, situata all'interno di Villa Quaranta, la cerimonia di conferimento alla sindaca di Riva del titolo di Cavaliere dell'Ordine.

A farlo è stato l'avvocato veronese Aldo Bulgarelli, già consigliere del Consiglio Nazionale Forense, ex presidente nel 2014 della rappresentanza a Bruxelles degli Ordini forensi europei, nonché valente storico e appassionato di cucina, che ha confidato alla sindaca Santi come il prezioso e raro manoscritto si trovi a Riva del Garda. Una notizia presto verificata e che abbiamo il piacere di riproporre vista l'effettiva rarità di quel prezioso libro che parla di cucina.

Dei quattro originali esistenti una copia appartiene a un collezionista privato americano e si trova nella sua collezione privata di New York. Una seconda copia è conservata presso la Biblioteca Vaticana e un'altra nella Biblioteca del Congresso di Washington, registrata con "Medieval Manuscript n° 153". Curioso che la quarta copia sia invece custodita, appunto, in Biblioteca a Riva del Garda.Ebbene, l'argomento del prezioso libro di ricette scritto da Martino da Como, liberamente consultabile in Biblioteca a Riva previa la compilazione di un modulo in cui si chiede di specificare la motivazione della richiesta, consta di sessantacinque fogli non numerati e scritti, come detto, in lingua volgare. La sua datazione è incerta, e ciò anche a causa delle numerose stesure e aggiunte tra cui almeno quattro manoscritti in cui l'autore stesso si definisce "da Como" e che Martino fece nel corso degli anni. Un libro che si ritiene sia il primo ricettario della cucina moderna e, dunque, di altissimo valore, sia economico sia sociale. Martino de' Rossi o Martino de Rubeis, detto Maestro Martino visse dal 1430 a fine XV secolo è stato un cuoco e gastronomo italiano, probabilmente il più importante cuoco europeo del XV secolo.

A lui, infatti, si deve la stesura del citato libro che è in possesso dell'Archivio storico comunale della Biblioteca di Riva, il "Libro de Arte Coquinaria" che viene considerato un caposaldo della letteratura gastronomica italiana che testimonia il passaggio alla cucina medioevale a quella rinascimentale. La copia anastatica è liberamente consultabile da tutti.

Doppia soddisfazione per la sindaca rivana Cristina Santi, dunque, prima per essere stata insignita del titolo di Cavaliere dell'Ordine stesso nella breve e suggestiva cerimonia, poi per essere stata informata che Riva del Garda ha tra le sue rarità anche questo prezioso manoscritto di "Maestro Martino" nel quale si dettano i cibi, i tempi di cottura, ricette varie e relativi ingredienti in un tripudio di colori (ad esempio l'uva per il rosso, le mandorle per il bianco, il prezzemolo per il verde) mentre, udite udite, a lui si deve l'invenzione della parola "polpetta", assente fino al XIV secolo dai ricettari di tutto il mondo.

Per contatti e orario di apertura al pubblico dell'Archivio Storico è consultabile pagina web del Comune al seguente indirizzo: https://www.comune.rivadelgarda.tn.it/Aree-tematiche/Archivio-Storico mentre gli appassionati possono trovare altre informazioni relative al manoscritto e una copia dello stesso digitalizzata a questo indirizzo: https://www.comune.rivadelgarda.tn.it/Aree-tematiche/Archivio-Storico/riva-nella-storia/maestro-martino- de-rossi.

In tempi in cui impazzano, in televisione e sul web, i programmi tematici dedicati alla cucina, fa sorridere ricordare che la nostra città conserva un documento di tale rarità e importanza. E che meriterebbe anche di essere meglio conosciuto e divulgato.