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PARIGI. A quattro anni di distanza dall’ultima mostra francese, Alessandro Pellegrini torna a Parigi da venerdì a domenica con l’opera Clair de lune al Carrousel du Louvre. Lì, tra 350 artisti internazionali provenienti da 50 Paesi, avrà infatti l’opportunità di esporre per Bisa Bennet, fondatrice di “Artio Gallery”, galleria d’arte contemporanea con sede a Toronto ma in prima linea sul mercato internazionale e digitale.
Artista e falegname di Ledro, Pellegrini ha avviato l’attività negli anni Novanta, affinando la tecnica in un’azienda specializzata in arredi per interno ed esterno. Conseguito il titolo di “maestro artigiano” nel 2019, ha esplorato più strade estetico-stilistiche, privilegiando poi l’armonia tra oggetto ed elemento naturale per garantire emozioni visive e tattili.
«Sono un falegname e maestro artigiano autonomo - racconta Alessandro Pellegrini - ma creo arte per passione, non come lavoro primario. Avendo vissuto nel mondo e collaborato con architetti illustri, ho ampliato i miei orizzonti. È difficile avere sbocchi sul nostro territorio: mostrare le mie opere a un pubblico internazionale aiuta me stesso ma anche Ledro e i suoi giovani artisti».
Clair de lune (Chiaro di luna) potrà essere ammirata nel lussuoso centro commerciale sito tra il museo del Louvre e il giardino delle Tuileries. «Quando ho ricevuto la telefonata di Bisa Bennet sono rimasto sorpreso - spiega l’artista 51enne - nel 2025 ho esposto al Teatro Ariston di Sanremo e lì ho conosciuto una sua collaboratrice, interessata alla mia tecnica. È una grande soddisfazione. Ho potuto scegliere Parigi tra le tappe di un tour mondiale propostomi, che includeva anche Miami, New York, Londra e Barcellona. Ho optato per Parigi data la vicinanza.
Il lavoro che esporrò trae ispirazione dai pianisti notturni e dall’impressionismo realista in ambito pittorico. In essa vi è il brano di Claude Debussy omonimo al titolo dell’opera e le celebri ballerine del pittore Edgar Degas: rappresenta infatti tre ballerine che ballano al chiaro di luna. La realizzazione è avvenuta con la tecnica di incisione applicata a materiali riflettenti, l’ossidazione dei metalli, la curvatura e l’intreccio preciso del graffio a punta secca, fatto a mano».
Nessuna tela, ma una lastra di ottone ossidata che Pellegrini lavora: grazie ai processi chimici garantiti da elementi naturali, si ottengono colorazioni e texture uniche, sino a creare disegni visibili solo se baciati dal riflesso della luce. È uno strumento vivo e unicamente dinamico.
«In questo paesaggio notturno - specifica l’artista - con la melodia del pianoforte, le persone cercano se stesse, l’anima si perde e si ritrova nella bellezza della melodia e nella natura. Le energie negative spariscono e, da questa dolce danza, emerge l’essenza di noi stessi. La pace di questa magica notte lunare fa riscoprire l’amore dell’universo. All’interno della luna si intravede anche un cuore, simbolo dell’amore universale.
L’effetto “vedo e non vedo” è sempre apprezzato dal pubblico e spero possa conquistarlo anche in questa occasione. Le immagini infatti sembrano uscire dal quadro per coinvolgerlo e renderlo parte dell’opera stessa. Non vedo l’ora di essere a Parigi: è una grande soddisfazione e sono entusiasta di poter conoscere nuove persone».
Meravigliato dalla sua tecnica fu anche Papa Francesco nel dicembre 2024 quando, in occasione dell’arrivo dell’abete rosso ledrense in Vaticano, ricevette in dono proprio un lavoro di Pellegrini: un disco in ottone, ossidato e inciso che, se illuminato da un fascio di luce, mostra il ritratto della Madonna.


