Spettacolo

Paolo Ruffini è «Il babysitter»: in piazza Fiera il 23 giugno nello show di Radio Dolomiti

«Paolo Ruffini - tiene a sottolineare la direttrice Michela Baldessari - è il personaggio del momento e abbiamo deciso di puntare su questo spettacolo insieme divertente e profondo e coinvolgente rivolto ad un pubblico di tutte le età»

di Fabio De Santi

TRENTO. Uno spettacolo teatrale unico, diretto da Claudia Campolongo e nato dall'omonimo podcast di successo ideato e condotto da Paolo Ruffini. Queste le forme de "Il babysitter. Quando diventerai piccolo capirai" lo show di Paolo Ruffini proposto il 23 giugno in Piazza Fiera in un appuntamento proposto da Radio Dolomiti: «Paolo Ruffini - tiene a sottolineare Michela Baldessari direttrice di Radio Dolomiti - è il personaggio del momento e abbiamo deciso di puntare su questo spettacolo insieme divertente e profondo e coinvolgente rivolto ad un pubblico di tutte le età».

Sul palco insieme a Ruffini tre bambini - Isabel, Leonardo e Nicholas - che accompagnano il pubblico in un viaggio ironico, poetico e imprevedibile nel mondo dell'infanzia. Accanto alla regia, Claudia Campolongo firma anche le musiche dal vivo, con il suo pianoforte che accompagna ogni scena, ogni parola, ogni emozione. Il suo tocco musicale è la colonna sonora discreta ma presente di uno spettacolo che invita a guardare il mondo con gli occhi dei bambini.

Sul palco si ride, si canta e si sogna, ma soprattutto si riscopre la fede, quella che solo i bambini sanno vivere davvero: la fede nel Natale, nell'amore, nelle persone. Ogni replica de "Il babysitter. Quando diventerai piccolo capirai" è diversa, perché ogni sera il pubblico viene coinvolto: chi porta una letterina per Babbo Natale, chi sale sul palco per raccontare - con pudore e tenerezza - come nascono i bambini. Ma i veri maestri restano loro: i piccoli protagonisti che, con talento e leggerezza, insegnano ai grandi a essere liberi, a credere e a giocare. Perché, come accenna il titolo, solo "quando diventerai piccolo capirai".

Tra monologhi, musica dal vivo e inserti video tratti dal podcast, lo spettacolo diventa una macchina del tempo: ci riporta all'infanzia, quando tutto era possibile e bastava poco per essere felici. "Il Babysitter" non è teatro per bambini, ma teatro con i bambini, e per tutti. Una festa fatta di risate, meraviglia e piccoli miracoli quotidiani.

Lo spunto dello show è facile: «Cosa potrebbe accadere se Ruffini, mentre sta per iniziare il suo one-man show, venisse interrotto da tre bambini che si sono persi? È questo l'escamotage narrativo da cui prende il via lo show... e la risposta è semplice: dovrebbe occuparsi di loro, in attesa che i genitori vengano a prenderli, diventando un "Babysitter" improvvisato, e trovandosi a intrattenere non solo il pubblico, ma anche i tre piccoli guastafeste che sono delle vere forze della natura».

In un'intervista Paolo Ruffini ha raccontato: «È uno spettacolo molto vario e riscontra grande successo di pubblico e ha come punto focale la mancanza di autoreferenzialità. Un po' come Din don dawn, che ho fatto lo scorso anno. Vuol dire che fai uno spettacolo di teatro disabile ma non hai soltanto disabili davanti a vederti, e fai uno spettacolo con i bambini ma non vengono soltanto famiglie con bambini. Io li definisco spettacoli hard pop e questo li rende molto trasversali».

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