Mostre

Labirinto Macuti, oggi l'ultimo giorno dell'esposizione a Torre Mirana

Attraverso le fotodi Paolo Ghisu e gli audio raccolti da Emanuele Lapiana un viaggio nel cuore autentico del Mozambico

Oggi piove e il meteo poco favorevole a gite fuori porta potrebbe riservarvi un regalo: un viaggio in Mozambico, a Beira, una delle maggiori città del paese africano affacciato sull’Oceano Indiano.

Immagini e suoni da terre lontane di cui oggi si potrà godere per le ultime ore, grazie a “Labirinto Macuti”, la mostra allestita a Torre Mirana a Trento che vi accompagnerà (e ha già accompagnato i tanti visitatori) nel dedalo di strade, vicoli, canali e case addossate le une alle altre del quartiere costiero della città, Macuti, appunto, in cui vivono 30.000 persone.

Come sarebbe ritrovarsi tra quelle vie in terra battuta, permetterà di scoprirlo il lavoro fotografico di Paolo Ghisu - fotografo, video-maker, e professionista da anni tra i più attivi nel campo della cooperazione allo sviluppo - impreziosito dalle ambientazioni acustiche forti dei suoni campionati proprio nel quartiere di Macuti da Emanuele Lapiana di Osuonomio. Il tutto accompagnato, per persone non vedenti e ipovedenti, dal lavoro di Fiorenzo Pojer.

Il bello della gioia di vivere dei cittadini di Macuti, ma anche le ombre, con le tante fragilità di quel pezzo di mondo, vengono così raccontati a 360 gradi in un’esperienza che rimane nella mente e nel cuore dei visitatori così come è avvenuto per i curatori.

Per essere davvero consapevoli dei rischi con i quali milioni e milioni di persone nel mondo devono convivere (economici, certo, ma anche legati al cambiamento climatico che minaccia i già loro precari luoghi di vita quotidiana, sociali, sanitari) e comprendere contesti che forse troppo spesso giudichiamo superficialmente, soprattutto parlando di ciò che porta ad esigenze migratorie, la mostra rappresenta un’occasione unica.

Realizzata con il patrocinio del Comune di Trento nell’ambito del MUDAR (“Mozambique integrated Urban Development by Actions and Relationships: Empowering Local Governance”), la mostra è parte di MudarBeira, progetto di cooperazione decentrata tra la Provincia autonoma di Trento e Conselho Municipal da Beira, in Mozambico, cofinanziato dall’Unione Europea, implementato dal CAM (Consorzio associazioni Mozambico) in collaborazione con il Centro cooperazione internazionale e le partnership di Università di Trento, Università Zambese, Istituto di Formazione per l’Amministrazione Pubblica e Municipale di Beira e Witness Journal

Attraverso la mostra i curatori hanno voluto raccontare con sincerità la bellezza e la fragilità della vita quotidiana, colta nei suoi gesti impercettibili e nella sua straordinaria cura e, al tempo stesso, mettere in luce sfide sociali e ambientali che non riguardano solo Beira, ma molte città nel mondo: la precarietà delle case, le infrastrutture degradate, la cementificazione e il consumo di suolo incontrollati, la carenza di servizi essenziali quali l’accesso all’acqua potabile, la rete fognaria, e la gestione dei rifiuti.

Spesso fra reportage che fanno rumore, che catturano l’attenzione amplificando drammi, contraddizioni, stereotipi e folclore, si perdono le storie autentiche, i vissuti reali di chi abita il continente e le tracce che compongono la sua memoria storica e sociale. E che Ghisu e Lapiana hanno voluto porre in primo piano.

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