L'altro ieri il cielo era imbronciato e gli atleti di tante nazioni giunti a Fai per prepararsi alla prima prova della «3 Tre» non apparivano felici. C'era sì la loro sportivissima allegria che tendeva a rompere la malinconia della nebbia e della cerchia di nubi, che si intravvedevano dai scintillanti alberghi di Fai su tutto il versante della Paganella e lungo tutta la valle, ma i toni cupi dominavano.


Fu quindi una sorpresa per noi cronisti e più per gli sciatori la serenità di una mattina splendente di sole, in cui la bianca montagna si tuffava come nelle sue migliori giornate. Per noi ciò costituiva un motivo di legittimo orgoglio, per gli organizzatori una felicità, per i concorrenti uno sprazzo di grande soddisfazione: la «3 Tre» nasceva nella sua prima edizione benedetta dal sole.


Puntuali alle 10.31, i settantacinque concorrenti erano alla partenza fissata all'ultimo momento in luogo diverso dal previsto, a circa 200 m. dalla malga. La neve aveva giocato nella notte un bizzarro scherzo lasciando precipitare una frana che aveva sepolto il luogo stabilito per la partenza. Il tutto con la straordinaria dolcezza della neve tanto generosa con gli atleti senza far male a nessuno: solo un po' di sgomento nel susatino Carletto Artoni che si è visto investire in pieno mentre stava battendo la neve.


I corridori si sono succeduti ad un minuto di intervallo l'uno dall'altro, precipitandosi giù nella velocissima pista, che il freddo aveva sistemato a dovere rendendola ottima sotto ogni punto di vista. Ed era una gioia del cuore vederli precipitarsi giù ogni tanto frenati dai molti falsopiani e quindi accelerati dalle improvvise discese.


La pista è stata aperta dalla signora Ruth Graffer. Se volessimo riassumervi le nostre impressioni, in un solo pensiero vi diremmo «che non ci sono state sorprese». Perché ripetervi che Zeno Colò sembra una velocissima freccia che ogni tanto saetta avvitandosi nei passaggi velocissimi e nelle svolte obbligate? Nelle ultime porte abbiamo visto pattinare uscendone fuori d'improvviso dalle difficoltà più impreviste, quelle difficoltà che quasi tutti gli altri concorrenti hanno reso almeno per un attimo perplessi. In 5' 12" e 8 decimi egli giungeva al traguardo avvantaggiandosi sul secondo di ben 15".


Dietro di lui, in una prova ottima sotto ogni riguardo, ecco Albino Alverà e al 4 posto Alverà Silvio; lasciatevelo dire cari amici cortinesi, siete stati bravissimi, anche se per un comprensibile errore la organizzazione non ha funzionato per voi con una adeguata pubblicità ai vostri nomi, così come è avvenuto per gli altri atleti. Ma lo sapete che non c'è bisogno per voi di propaganda, tanto siete nel cuore di tutti gli italiani che sanno di sport?


Ottima prova hanno fornito i campigliesi, lo Sci Sestrière, i gardenesi... Ma una rivelazione c'è stata nella prova fornita dal non molto noto Beltrandi Mario, dell'U.G.E.T. di Torino, che si è imposto per stile e per coraggio suscitando l’ammirazione di tutti, terzo arrivato con l’ottimo tempo di 5' 29" e 6 decimi.


All'arrivo c'era grande folla che presentava una caratteristica di gente in festa: nè gli altoparlanti e la voce dell'infaticabile Rolly riuscivano a sedare quel tumulto festoso che si avverte in ogni manifestazione ben riuscita. A mezzogiorno gli alberghi di Fai erano di nuovo festanti di ospiti ed alle ore 15 ha avuto luogo la premiazione.


Vi dobbiamo dire che siamo passati vicino a tanti atleti senza chieder loro una parola di impressioni? Non saremmo dei giornalisti. Ecco qui Zeno Colò all'albergo Santelina di Fai. Ci ha detto, che per lui la Paganella è una delle piste preferite. L'unica sua difficoltà, consiste nella lunghezza, che fiacca i muscoli e un poco anche i nervi: sopra tutto dà fastidio quel continuo dover badare agli alberi, che fiancheggiano il percorso, messi lì quasi per dirti ad ogni momento, vieni abbracciami...


In tema di tecnica ha espresso un suo giudizio su quella francese; e non ne era proprio del tutto soddisfatto: «Siamo italiani, ed adoperiamo la nostra tecnica, senza andare a mendicare quella degli altri paesi». Gli abbiamo chiesto cosa ne pensa dei giovani: ha fatto alcuni nomi: Colli, Burrini, il più giovane dei Catturani, ma poi, come di scatto, ci ha soggiunto: «Si va troppo gridando "largo ai giovani"; ma in definitiva sono sempre i vecchi a correre».


E poi, e questo l'ha proprio detto senza l'intenzione di doverlo dire per obbligo di ospitalità, è sbottato fuori con le testuali parole: «Questa è l'unica gara veramente bene organizzata in Italia fino ad ora».