TRENTO. «Basta alle strumentalizzazioni della Lega». Il consigliere provinciale del Partito democratico Paolo Zanella interviene dopo lo scontro avvenuto in aula e respinge le accuse rivoltegli, chiarendo il senso delle sue dichiarazioni sul mondo del lavoro e dell’agricoltura.

Nel mirino di Zanella ci sono anzitutto le parole del consigliere Roberto Paccher, che durante il dibattito avrebbe definito le minoranze rappresentanti «di quella parte del Trentino che non produce». «Qualcosa di inaccettabile», afferma l'esponente del Pd, che rivendica l'attenzione del partito verso i lavoratori più poveri e fragili, ma anche verso l'intero sistema produttivo, dalle imprese al lavoro dipendente e autonomo.

Zanella torna quindi sulle proprie parole pronunciate in aula, spiegando che si trattava di una «iperbole che è stata fraintesa». Il riferimento ai redditi di alcuni consiglieri provinciali, precisa, voleva ironizzare sul «paradosso» di chi nel primo anno di legislatura aveva dichiarato redditi inferiori a quelli di un dipendente del settore alberghiero.

Il consigliere respinge soprattutto l'accusa di aver sostenuto che il sistema agricolo trentino sia fondato sul lavoro nero. «Dire che a volte i braccianti agricoli lavorano in nero è ben altra cosa», sottolinea, parlando di un «travisamento della realtà al limite della querela». L'obiettivo, aggiunge, era soltanto ricordare l'esistenza di lavoro sommerso da far emergere e tutelare, senza alcun attacco alle imprese agricole.

«Se il modo di fare politica della Lega si riduce a strumentalizzare e mistificare le posizioni altrui significa che davvero sente di essere arrivata alla frutta», conclude Zanella. Il Pd, ribadisce, continuerà a difendere «il Trentino operoso tutto», dalle imprese che creano occupazione ai lavoratori pubblici e privati, autonomi e dipendenti. «Se ci sono stati fraintendimenti, chiarisco che non c'era nessuna intenzione di attaccare le imprese, né alberghiere, né agricole né di nessun altro settore».