PHOTO
CASTEL IVANO. Dopo la scomparsa improvvisa del padre ha sentito il bisogno di fermarsi, lasciare il lavoro e ripartire da sé stessa. Così Sara Paradisi, 29 anni, originaria di Spera, nel comune di Castel Ivano, ha deciso di volare in Sud America per un viaggio in solitaria durato sette mesi. Un'esperienza intensa che negli scorsi giorni ha raccontato allo Spazio Civico Albano Tomaselli di Strigno.
Laureata con un master in sostenibilità ambientale e all'epoca project manager a Bolzano, Sara è partita nel gennaio 2025 con un itinerario definito solo per i primi giorni. Da lì in avanti ha costruito il viaggio tappa dopo tappa, spostandosi soprattutto con autobus e autostop e imparando rapidamente lo spagnolo. In sette mesi ha attraversato sei Paesi – Colombia, Brasile, Bolivia, Argentina, Cile ed Ecuador – percorrendo circa 38 mila chilometri.
Tra le tappe che ricorda con maggiore emozione ci sono Bogotá, le isole Galápagos, l'Isola di Pasqua, la Patagonia con Punta Arenas e Puerto Natales, fino a Pichilemu, dove ha lavorato per un mese nel check-in di un ostello in cambio di vitto e alloggio. Durante il viaggio ha conosciuto decine di persone provenienti da tutto il mondo, condividendo esperienze che, racconta, le hanno permesso di guardare la vita con occhi diversi.
«Dopo la scomparsa del papà ho maturato l'idea di partire. Il Sud America mi affascinava fin da bambina e quei sette mesi mi hanno rigenerata», racconta Sara Paradisi. Pur avendo inizialmente previsto di restare via un anno, ha deciso di rientrare dopo sette mesi, quando ha iniziato ad avvertire la stanchezza fisica e mentale. Ogni sera manteneva i contatti con la famiglia, che sapeva sempre dove si trovava. «Senza il loro sostegno non sarei riuscita a vivere questa esperienza, che mi ha insegnato a conoscere meglio me stessa e ad aprirmi a culture e persone diverse».
Oggi Sara Paradisi lavora come accompagnatrice turistica per l'Industria del Viaggio e ha portato la sua testimonianza nell'incontro organizzato a Strigno. Un racconto che parte da un momento di dolore e arriva a una profonda riscoperta personale, attraverso un percorso che ha attraversato il continente sudamericano fino ai confini della Patagonia.


