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TRENTO. La governance della Federazione delle Pro Loco del Trentino ha preso posizione dopo le recenti polemiche sollevate da alcune amministrazioni comunali nei confronti del volontariato attivo sui territori. In una nota, la Federazione sottolinea come le Pro Loco non siano più “il braccio operativo del Comune”, ma soggetti autonomi e professionalizzati, sostenuti da strumenti formativi e normativi, e sottoposti alle regole del Terzo Settore. L’impegno dei volontari, ricordano, è rivolto esclusivamente al bene comune e non deve essere condizionato da appartenenze politiche o da interessi economici.
Secondo la governance, l’autonomia è un valore imprescindibile: i cittadini che scelgono di impegnarsi lo fanno perché garantiti nella libertà di operare senza ingerenze. Un equilibrio che, se compromesso da pressioni esterne o tentativi di controllo, rischia di allontanare le persone, con conseguenze negative per la comunità. “Un territorio vissuto e curato dai suoi cittadini è più sano, vivace e attrattivo anche per il turismo” – si legge nel documento.
Il richiamo finale è rivolto alle istituzioni: la partecipazione dei circa 20.000 volontari delle Pro Loco trentine va custodita e rafforzata, non ostacolata. Un capitale umano che, in un periodo segnato dal calo dell’impegno civico, rappresenta un motore vitale per la società e per l’economia locale.


