TRENTO. Rafforzare le competenze di chi ogni giorno entra in contatto con le donne vittime di violenza, migliorando ascolto, capacità di intervento e lavoro di rete. È questo l’obiettivo del progetto formativo “Le lenti invisibili. Come schemi mentali e aspettative influenzano l’ascolto e le decisioni nel contrasto alla violenza”, promosso dall’UMSe prevenzione della violenza e della criminalità della Provincia autonoma di Trento insieme a TSM – Trentino School of Management.

Il percorso coinvolgerà operatori e operatrici delle forze dell’ordine, di Asuit, dei servizi sociali territoriali e del Terzo settore. Sono previste dieci edizioni distribuite nel corso dell’anno in diverse sedi del territorio provinciale, con un approccio multidisciplinare finalizzato a rendere sempre più efficace la gestione dei casi di violenza.

“Questa iniziativa formativa è frutto di un percorso importante intrapreso negli ultimi anni”, ha spiegato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, sottolineando come in Trentino sia cresciuta la consapevolezza delle donne rispetto alla rete di supporto e ai servizi disponibili. Fugatti ha ricordato il rafforzamento dei centri antiviolenza, delle case rifugio e degli aiuti economici alle vittime, ribadendo l’obiettivo di costruire “un Trentino sempre più sicuro per tutte le donne”.

Sul valore della formazione si è soffermato anche il presidente di TSM Francesco Barone, che ha definito la violenza contro le donne “un fenomeno strutturale e profondo” che richiede un impegno continuo e interistituzionale. Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche Nadia La Femina, sostituto procuratore della Procura di Trento, il vicario del questore Salvatore Anania, il tenente colonnello Michele Capurso e Elena Bravi di Asuit, evidenziando l’importanza del coordinamento tra le diverse realtà coinvolte nella rete antiviolenza.

Il laboratorio, curato da Roberta Radich e Andrea Picco, si concentrerà sul riconoscimento dei meccanismi mentali e delle aspettative che possono influenzare ascolto e decisioni operative. Attraverso esercitazioni pratiche e riflessioni teoriche, i partecipanti lavoreranno sulla distinzione tra osservazione e interpretazione, sul potenziamento delle domande e sulla costruzione di pratiche professionali più attente, uniformi e responsabili su tutto il territorio provinciale.