TRENTO. Lo spazio digitale, lungi dall'essere un luogo neutro, sta diventando la nuova frontiera della discriminazione e della violenza di genere: dai deepfake alle minacce via social al cyberbullismo. A raccontarlo sono i dati.

Secondo un rapporto del 2024 di Un Women (Ente delle Nazioni unite per l'uguaglianza di genere e l'empowerment di donne e ragazze) una donna su tre subisce violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita, mentre anche più di una donna su due ha subito una forma di violenza digitale come la diffusione non consensuale di immagini e video intimi, minacce di stupro, morte e insulti.

Le categorie più colpite sono donne e ragazze impegnate nello spazio pubblico e quelle appartenenti a gruppi marginalizzati. Tutto questo verrà trattato nel seminario "Internet non è un posto per femmine", organizzato dall'Università di Trento nell'ambito del Piano di azioni positive dell'Ateneo.

Il tema verrà analizzato in dialogo tra la sociologa Silvia Semenzin, ricercatrice e attivista per i diritti digitali specializzata in violenza di genere online e discriminazioni digitali, autrice del libro "Internet non è un posto per femmine", ed Elena Pavan, professoressa al Dipartimento di Sociologia e ricerca sociale di Trento. Introduce Luisa Antoniolli, professoressa della Facoltà di Giurisprudenza di UniTrento e componente del Comitato direttivo del Centro Studi interdisciplinari di genere dell'Università di Trento.

L'evento è in programma oggi, martedì 24 marzo, alle 17 nella sala Falconetto di Palazzo Geremia, in via Belenzani, 20 a Trento, ed è aperto alla cittadinanza. L'ingresso è libero. Per maggior informazioni sulla pagina dedicata (eventi.unitn. it - "Internet nonè un posto femmine").