"È un momento che non dimenticherò mai, un episodio che mi ha profondamente segnato. Una mamma aveva capito quello che era successo a suo figlio ed è venuta a piangere da me". Il comandante dei Vigili del Fuoco di Pieve di Ledro racconta con voce rotta dall'emozione uno degli interventi più traumatici della sua carriera: un annegamento nel lago avvenuto dieci anni fa. Un giovane turista spagnolo, tuffatosi con il nipotino, non era più riemerso. Nonostante il tempestivo intervento dell'elicottero e dei sommozzatori, ogni tentativo di salvataggio si è rivelato vano. E ancora adesso quando ci ripensa soffre.


A 34 anni Thomas Tarolli guida con determinazione un corpo di 18 vigili attivi e 5 allievi. Entrato nei Vigili del Fuoco di Pieve di Ledro nel 2013, ha seguito un percorso professionale che l'ha portato a ricoprire prima il ruolo di magazziniere, poi quello di vice comandante per quattro anni, fino a diventare comandante nell'estate del 2021. Un percorso ricco di soddisfazioni, ma anche di momenti difficili, come quello raccontato sopra.

"Ora sto concludendo il primo mandato" racconta. "Sono fiero della squadra che dirigo, è composta da persone motivate e sempre pronte a migliorarsi". La caserma, recentemente ristrutturata, è stata intitolata a Giuliano Pellegrini, storico e valoroso comandante, padre dell'attuale vice: "Si è battuto con tenacia per realizzare questa struttura, per noi resta un esempio”.


Il corpo di Pieve svolge un ruolo cruciale nell'intera valle, con competenze che spaziano dal soccorso acquatico agli incidenti stradali, passando allo spegnimento degli incendi e alla pronta risposta alle richieste che arrivano dai cittadini del posto.

Tarolli: "Disponiamo della pinza idraulica di valle e di attrezzature all'avanguardia, adeguate ad ogni emergenza. Nel 2023 abbiamo effettuato circa 75 interventi. Come spesso succede il periodo estivo è per noi intenso. In zona arrivano tanti turisti e di conseguenza aumentano le chiamate”. 


"La formazione continua è fondamentale," sottolinea il comandante. "Organizziamo esercitazioni mensili per mantenere elevati standard operativi e familiarizzare con le nuove tecniche di soccorso. Ogni vigile deve essere pronto ad affrontare qualsiasi scenario, dalla gestione degli incendi boschivi al soccorso in ambienti impervi". 


Tra gli interventi più impegnativi e recenti il comandante rievoca la frana a Mezzolago: "Si è trattato di un'operazione caratterizzata da un altissimo livello di tensione. La strada era completamente interrotta. L'incertezza sulla presenza di veicoli o persone coinvolte ha reso quei momenti particolarmente critici. Per verificare l'assenza di vittime sono intervenute anche unità cinofile specializzate in operazioni di ricerca post-catastrofe. Fortunatamente è andato tutto bene".

Il bilancio degli ultimi anni risulta invece relativamente favorevole sul fronte degli incendi e della ricerca di persone scomparse, mentre rimane costante il numero di interventi per investimenti di ungulati.

Capitolo collaborazione con i corpi dei comuni limitrofi: "Va bene. Stiamo intensificando le sinergie operative, particolarmente per garantire una copertura reciproca nelle ore diurne, quando molti volontari sono impegnati in attività lavorative fuori valle". Questa cooperazione si è rivelata determinante in diverse occasioni d'emergenza, consentendo interventi coordinati e tempestivi anche in condizioni di personale ridotto.


Nella sua carriera, Tarolli ha affrontato anche diverse situazioni insolite: "Si va dalla segnalazione del nuotatore scomparso, che in realtà era semplicemente uscito dall'acqua per una passeggiata, a casi curiosi come quando ci hanno allertato per salvare un presunto animale tropicale che si è rivelato essere una piccola tartaruga domestica".


Un aspetto su cui il comando del Corpo di Pieve di Ledro ha lavorato con particolare attenzione riguarda la gestione dei social media: "Non condividiamo l'approccio che prevede l'immediata pubblicazione di ogni intervento sui social. Quando riteniamo opportuno divulgare informazioni, lo facciamo solo dopo attente valutazioni. Capita frequentemente di dover richiamare con fermezza i curiosi che, in caso di incidenti, si fermano a scattare fotografie. Esiste un confine di rispetto che non dovrebbe essere oltrepassato".


Tarolli riflette sulle emozioni che prova ogni volta che indossa la divisa: "Spesso conciliare gli impegni lavorativi con il servizio nei vigili del fuoco risulta complesso. Tuttavia, la passione per questa missione finisce sempre per prevalere su ogni difficoltà". Una vocazione che, nel suo caso, non deriva da una tradizione familiare diretta: "Credo però di avere nel Dna la predisposizione a questo servizio: il fratello di mio nonno è stato uno dei comandanti fondatori negli anni '60, e questo legame ancestrale mi ha probabilmente trasmesso l'inclinazione verso questa nobile professione".


"Il nostro compito non si limita agli interventi di emergenza," conclude Tarolli. "Cerchiamo di insegnare anche ai più giovani la cultura della prevenzione e la gestione dei rischi. Vedere nei loro occhi l'ammirazione per il nostro lavoro è una delle più grandi soddisfazioni che questo incarico possa offrire".


Vigili

  • Thomas Tarolli
  • Fabrizio Pellegrini
  • Pierangelo Tonini 
  • Manuel Chiettini 
  • Enrico Trentini
  • Gabriele Calcari
  • Michele Dal Bosco
  • Michele Giannuzzi
  • Giacomo Maroni
  • Matteo Mazzola
  • Maria Pellegrini
  • Emanuel Pellegrini
  • Fabio Rosa
  • Fabio Sartori
  • Matteo Trentini
  • Gaia Trentini
  • Leonardo Trentini
  • Stefano Trentini

Allievi

  • Federico Calcari 
  • Giacomo Dal Bosco 
  • Valentino Ferrari
  • Lara Pellegrini
  • Enrico Tonini

Vigili di complemento

  • Elena Bertolini
  • Damiano Mora
  • Pietro Pellegrini
  • Paolo Cesare Pellegrini

Vigili onorari

  • Giovanni Righettini
  • Bruno Sartori 

Membro sostenitore

  • Marialuisa Cellana