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TRENTO. Sono state firmate con Apran (Agenzia provinciale per la rappresentanza negoziale) le ipotesi degli accordi contrattuali del Nuovo ordinamento professionale (Nop) e gli accordi di settore di Provincia, Comuni e Comunità, Apsp (case di riposo).
Lo annunciato i segretari generali della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, Alberto Bellini, Giuseppe Pallanch e Andrea Bassetti, che non esitano a definire quanto sosttoscritto come «accordi epocali» perché «hanno raggiunto lo scopo, dopo due anni di lunghe trattative, di dare risposte e valorizzazione ai 14.000 dipendenti, lavoratrici e lavoratori del Comparto autonomie locali trentine.
I risultati ottenuti - informano i sindacati - verranno illustrati in assemblea generale confederale dedicata a tutti i settori del Comparto, per garantire ampia informazione e discussione.
Tra le principali novità contenute nell'accordo c'è un sistema meno rigido per i passaggi di carriera perché si terranno conto oltre ai titoli di studio anche delle effettive competenze rompendo alcuni tetti di cristallo per cui potrà diventare funzionario anche chi non è laureato ma ha dimostra capacità.
Superate le vecchie categorie, il Nuovo ordinamento professionale introduce un sistema basato su tre Aree (Operatori, Istruttori, Funzionari).Oltre a questo, gli accordi prevedono un sistema di indennità tenendo conto del grado di disagio del lavoro. Quindi ci sono indennità per operai, tecnici, geometri, educatori professionali, amministrativi o chi lavora di notte nelle case di riposo. Si ricorda che il rinnovo contrattuale, sul piano economico, per il triennio 2025-2027 prevede aumenti del 6% a partire dal primo gennaio 2025, oltre agli aumenti in busta paga (da 111,04 a 200,04 euro lordi mensili in base alla categoria) sono state aumentate anche le quote a carico del datore di lavoro per Laborfonds (3%) e Sanifonds (153 euro per lavoratore). L'accordo di ieri è stato firmato, seppure con l'amaro in bocca, anche dalla Fenalt.
Il vicesegretario generale Roberto Moser infatti sostiene: «Sono stati fatti passi avanti, ma restano pendenti ancora molte questioni urgenti». Per questo Moser se la prende anche con i sindacati confederali: «L'incontro, che avrebbe dovuto rappresentare l'occasione per introdurre alcuni miglioramenti rispetto all'intesa raggiunta lo scorso luglio, non ha portato ai risultati auspicati dal sindacato, anche per il mancato sostegno delle altre sigle sindacali. In particolare, Apran non ha accolto la richiesta di introdurre un'indennità notturna per infermieri e ausiliari, una misura ritenuta fondamentale e la cui assenza rischia ora di aprire la strada a numerose vertenze davanti al giudice del lavoro».
«Possiamo affermare - conclude la Fenalt - che hanno trovato risposta soddisfacente molte questioni che erano sul tavolo da anni, purtroppo non tutte e alcune estremamente importanti. Tutto è migliorabile: ci impegneremo a portare avanti le nostre rivendicazioni a favore dei lavoratori del pubblico impiego trentino nei prossimi anni».


