VENEZIA. «Vi ammazzo tutti». Sarebbero queste le parole rivolte da un automobilista a tre ciclisti di 16 anni, mentre dal finestrino dell'auto faceva spuntare una pistola. Tra i giovani atleti della Ciclistica Monselice, impegnati in un allenamento sui Colli Euganei, nel Padovano, c'era anche il trentino Erik Magagnotti, campione d'Italia di ciclismo su pista nella categoria allievi. L'episodio è avvenuto martedì tra Galzignano Terme e Torreglia. A renderlo noto è stato Giorgio Magagnotti, padre del giovane ciclista trentino, che sui propri profili social ha rilanciato la notizia pubblicata dal Mattino di Padova.

Secondo la ricostruzione, l'automobilista avrebbe inizialmente suonato ripetutamente il clacson mentre si trovava alle spalle dei tre ragazzi. Poi avrebbe estratto una pistola, mostrandola dal finestrino, e pronunciato la minaccia in dialetto veneto. I giovani sono riusciti a mantenere il controllo delle biciclette, evitando di cadere, e hanno raggiunto un piazzale dove hanno potuto fermarsi in sicurezza e dare l'allarme. Le famiglie hanno quindi segnalato quanto accaduto ai carabinieri, che stanno svolgendo gli accertamenti per identificare l'automobilista.

Sul grave episodio interviene ora anche il Comitato Trentino della Federciclismo, che esprime «tutta la propria solidarietà e vicinanza» a Erik Magagnotti, ai suoi compagni di squadra e alla Ciclistica Monselice. «Ancora odio, ancora un grave atto di intimidazione verso i ciclisti», scrive il Comitato. Il presidente Renato Beber allarga la riflessione al fenomeno della rabbia al volante, definito «in costante crescita, tutt'altro che marginale» e tale da richiedere di essere «studiato e affrontato con urgenza».

Il Comitato cita una recente ricerca diffusa dal dottor Massimo Agnoletti, secondo la quale nel 2025 in Italia sarebbero state registrate 227 aggressioni gravi tra conducenti legate a liti per la viabilità, con un bilancio di 9 morti e 274 feriti, 102 dei quali con lesioni molto gravi. «Non si tratta di normali incidenti stradali, ma di persone ferite o uccise a causa di conflitti scoppiati in strada», sottolinea il Comitato, che richiama anche il problema della guida aggressiva e chiede un intervento sul fronte della prevenzione. In particolare, secondo la Federciclismo trentina sarebbe necessario valutare anche gli aspetti psicologici dei conducenti sia al momento del rilascio della patente sia in occasione dei successivi rinnovi. Una misura che, sostiene il Comitato, potrebbe contribuire a prevenire episodi di violenza sulle strade.

«Chiediamo alle istituzioni un impegno concreto per riformare i criteri di valutazione delle patenti e per tutelare chi si muove in bicicletta», conclude Renato Beber. «La sicurezza stradale è un diritto di tutti». Sulla vicenda era intervenuta anche la consigliera regionale della Lega Giorgia Bedin, originaria di Monselice, esprimendo solidarietà ai ragazzi e auspicando che le forze dell'ordine riescano a identificare rapidamente l'automobilista.