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INNSBRUCK. Rafforzare la sicurezza contro il rischio valanghe in Tirolo, Alto Adige e Trentino: è questo l’obiettivo del progetto Euregio Cairos, finanziato dal programma Interreg dell’unione europea e giunto al termine dopo due anni di lavoro. Il progetto sarà ora gestito dalle istituzioni competenti delle commissioni valanghe dei tre territori. Il punto della situazione è stato fatto ad Axamer Lizum, sopra Innsbruck, alla presenza dell’assessora tirolese alla sicurezza Astrid Mair, con uno sguardo rivolto alle future fasi di implementazione.
Tra i cardini di Cairos figurano una formazione comune con contenuti didattici coordinati, nuove mappe degli scenari valanghivi e una piattaforma software condivisa con app basata sul principio “osservare, valutare, agire”. A partire dalla stagione invernale 2026/2027, questi strumenti diventeranno pienamente operativi. L’app consentirà ai membri delle commissioni valanghe di registrare direttamente sul posto le osservazioni tramite smartphone, elaborare valutazioni strutturate e comunicare rapidamente le misure raccomandate, come la chiusura di strade.
Presente all’incontro il dirigente generale del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento, Stefano Fait, che ha sottolineato l’importanza degli strumenti Cairos in un contesto di abbondanti nevicate sull’arco alpino. Secondo Fait, Trentino e Alto Adige dispongono di una visione complessiva grazie alle informazioni raccolte capillarmente dalle commissioni valanghe, e Cairos rappresenta un progetto virtuoso dell’Euregio, capace di sviluppare strumenti comuni per convivere con pericoli naturali non eliminabili.
All’incontro è intervenuta anche Michela Munari, direttrice dell’Ufficio meteorologia e prevenzione valanghe della Provincia autonoma di Bolzano, che ha richiamato la responsabilità delle commissioni nel supportare le decisioni dei sindaci. Nell’Euregio operano oggi oltre 2.000 membri, in gran parte volontari, attivi in 346 commissioni valanghe. Il progetto ha suscitato interesse anche oltre i confini, con richieste da Salisburgo e Carinzia, confermando Cairos come modello di cooperazione transfrontaliera efficace.


