Minacce di morte e insulti a bordo di un autobus di linea in Val di Non. L'episodio, avvenuto nella serata di lunedì lungo la tratta Cles-Fondo, riaccende il tema della sicurezza del personale del trasporto pubblico e porta la Uiltrasporti del Trentino a chiedere interventi immediati.

Secondo quanto riferito dal sindacato, tutto sarebbe nato da una contestazione legata al mancato pagamento del supplemento previsto per il trasporto di una bicicletta. Una situazione apparentemente ordinaria che, durante il viaggio partito da Cles alle 17.30 e diretto a Fondo, sarebbe rapidamente degenerata. Dalle contestazioni si sarebbe passati a pesanti insulti e quindi alle minacce di morte rivolte al conducente.

È la Uiltrasporti del Trentino a denunciare l'accaduto, sottolineando come episodi di questo tipo rappresentino un problema sempre più serio per chi lavora quotidianamente a contatto con il pubblico. «Non è più accettabile che un lavoratore debba rischiare la propria incolumità per svolgere semplicemente il proprio servizio», afferma il sindacato.

Per la sigla sindacale, il punto non riguarda soltanto il singolo episodio, ma la necessità di garantire condizioni di sicurezza adeguate a chi si trova alla guida dei mezzi pubblici e deve gestire quotidianamente rapporti con passeggeri e utenti. Una contestazione per un titolo di viaggio o per un supplemento non può trasformarsi in una situazione di violenza o di minaccia nei confronti di un lavoratore.

La Uiltrasporti chiede quindi all'azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico e alle autorità competenti di mettere in campo misure concrete e immediate a tutela del personale. L'obiettivo è quello di prevenire nuovi episodi e garantire agli autisti e agli altri lavoratori del settore la possibilità di svolgere il proprio compito senza essere esposti a intimidazioni o aggressioni.

Il sindacato richiama infine la necessità di intervenire prima che episodi di questo genere possano avere conseguenze ancora più gravi. La sicurezza di chi lavora sui mezzi pubblici, sottolinea la Uiltrasporti, deve diventare una priorità, soprattutto in situazioni nelle quali una semplice contestazione rischia di sfociare rapidamente nella violenza.