TRENTO. Ritardi, coincidenze saltate e autobus pieni, con passeggeri che in alcuni casi non riescono nemmeno a salire. La consigliera provinciale del Pd Michela Calzà porta nuovamente in Consiglio provinciale le criticità del trasporto pubblico trentino, chiedendo alla Giunta di superare la gestione dei singoli disservizi e mettere a punto una programmazione complessiva capace di rendere bus e treni una reale alternativa all'automobile.

L'interrogazione parte dalla recente proroga fino alla fine dell'anno della tariffa agevolata per il trasporto pubblico, introdotta anche alla luce degli elevati costi dei carburanti. Secondo Calzà, l'elevata adesione dimostra che esiste una fascia di popolazione normalmente abituata a spostarsi in auto che potrebbe scegliere stabilmente i mezzi pubblici. Perché questo avvenga, però, il servizio deve essere «efficiente, affidabile, frequente, flessibile e integrato», in particolare nei collegamenti fra le valli e i centri di Trento e Rovereto.

Tra i nodi indicati dalla consigliera c'è il collegamento Rovereto-Riva del Garda-Arco, già oggetto di una precedente interrogazione. In quell'occasione l'assessore competente aveva spiegato che Trentino Trasporti aveva ridotto di una corsa l'offerta del mattino e di una al rientro sulla base dei dati relativi ai passeggeri rilevati nell'ultimo trimestre del 2025. Per Calzà, tuttavia, valutare soltanto la capienza dei mezzi non permette di stabilire la reale qualità del servizio.

A dimostrarlo, secondo l'esponente del Pd, è anche il caso di un sedicenne raccontato nei giorni scorsi dalla stampa locale. Il ragazzo, impegnato in un lavoro estivo e costretto a spostarsi da Ceniga a Nago, su circa 15 viaggi sarebbe riuscito a prendere la coincidenza prevista soltanto due volte. I ritardi sarebbero arrivati a 15-30 minuti, provocando in alcuni casi attese successive vicine alle due ore. Vengono inoltre segnalati episodi nei quali alcuni utenti sarebbero rimasti a terra perché l'autobus era pieno.

Trentino Trasporti avrebbe ricondotto i problemi al traffico intenso che caratterizza l'Alto Garda e la zona di Rovereto, oltre all'assenza di corsie preferenziali che consentano ai mezzi pubblici di superare le code. Una spiegazione che non convince Calzà: la congestione dell'Alto Garda, sostiene, è un fenomeno «strutturale e ampiamente conosciuto», legato contemporaneamente al turismo, ai pendolari e agli spostamenti scolastici e lavorativi. Proprio per questo il traffico dovrebbe essere considerato nella pianificazione e non trattato come un fattore imprevedibile.

Per rendere il trasporto pubblico competitivo con l'auto privata, secondo la consigliera, non basta quindi garantire posti disponibili. Bisogna considerare puntualità, affidabilità delle coincidenze, tempi di percorrenza e capacità di modificare l'offerta in base alla domanda. Una parte della risposta potrebbe arrivare dall'integrazione con i servizi dedicati alla mobilità turistica, anche attraverso le Agenzie territoriali d'Area, evitando che nei periodi di maggiore afflusso i visitatori vadano semplicemente ad aggiungersi alla domanda ordinaria.

Nel ragionamento entra anche il trasporto a chiamata, che potrebbe servire le aree con domanda variabile o concentrata in determinate fasce orarie e garantire collegamenti con le principali linee e i nodi di interscambio. L'obiettivo, sottolinea Calzà, deve essere quello di costruire un sistema nel quale servizi ordinari, mobilità turistica, trasporto a chiamata e interscambio ferro-gomma vengano programmati insieme.

Nell'interrogazione la consigliera chiede quindi alla Giunta quali progetti siano già stati sviluppati dalle Agenzie territoriali d'Area, se si stia lavorando all'integrazione del trasporto a chiamata e quali interventi siano previsti sulla direttrice Rovereto-Riva del Garda-Arco. Nel dettaglio vengono citati i ritardi della linea B332, la coincidenza con la B205 e i casi di mancata salita per esaurimento dei posti. La richiesta politica finale è quella di abbandonare la logica delle risposte ai singoli disservizi per arrivare a «una strategia complessiva di potenziamento e integrazione del trasporto pubblico».