Quel sia pure provinciale attributo di "Atene del Trentino" dato in passato a Rovereto e caduto in disuso coi tempi e le circostanze che hanno favorito l'evoluzione della cultura, verrà "riscattato" da una più emblematica presenza istituzionale, una facoltà dell'università di Trento distaccata nella città di Riccardo Zandonai (e di Antonio Rosmini e di Fortunato Depero).


Quasi a sottolineare la riscoperta di quella identità musicale concittadina che nel centenario della nascita rivive, e non solo a Rovereto, ma anche a Pesaro, il suo trionfo, il presidente della giunta provinciale Flavio Mengoni ha gioito ieri, a conclusione dell'apertura ufficiale delle manifestazioni zandoniane nell'aula magna del liceo, una carta vincente della Provincia autonoma nella consapevolezza di quel bipolarismo di Trento e Rovereto che costituisce ormai una realistica necessità.


L'incontro in nome di Zandonai ha riaperto gli animi al di là di ogni retorica, come lo stesso Mengoni ha sottolineato, all'incontro delle due culture, quella trentina e quella roveretana, per rinnodare quei fili del nostro passato consci dell'identità che accomuna la realtà provinciale. Che attorno al grande compositore concittadino sia maturata un'istanza di grande significato nel contesto politico-sociale, testimonia la grandiosità del suo genio al quale la sua terra non poteva offrire migliore omaggio di memoria.


È toccato all'assessore comunale alle attività culturali, Zandonai, presentare la cerimonia ufficiale d'apertura in un momento simbolicamente conclusivo del suo lavoro che come presidente del comitato per le celebrazioni ha svolto con entusiasmo e con lucida determinazione affinché nulla potesse minimamente offuscare una tradizione di signorilità e di dignità che ci viene sovente attribuita e della quale giustamente andiamo fieri.


Il saluto agli ospiti, i rappresentanti di tutte le associazioni civili, militari e religiose, del mondo artistico e culturale di Trento e cittadino, è stato dato dal sindaco Monti. Con una breve prolusione dell'assessore provinciale alle attività culturali, Lorenzi, sono state aperte le pagine su Riccardo Zandonai intimo, scritte nella "biografia" e nelle "immagini" da Bruno Cagnoli, quest'ultima in edizione anastatica dell'accademia degli Agiati, e raccolte nell'epistolario curato da Lino Leonardi, il figlio dell'amico di infanzia del compositore, non senza il contributo di Longo editore.


Nella disco-biblioteca della signora Jolanda Zandonai Conzatti, fra le memorie paterne dell'amore filiale, è custodita da ieri accanto alle pagine scritte la raccolta fonica delle opere minori (in senso didattico, come ha sottolineato Lorenzi), delle partiture meno celebrate che recuperano però lo Zandonai più autenticamente nostro, secondo un'iniziativa dell'assessorato provinciale alla cultura.


E proprio attraverso queste immagini e queste lettere l'uomo vestito talvolta di scontrosità, di consapevolezza della sua genialità e del suo valore, rivela l'armoniosa toccante sensibilità del suo intimo, nelle gioie come nei grandi dolori, e l'immensa capacità di affetto, tanto sofferta quanto taciuta nei suoi rapporti più esteriori, ma tanto viva in certe toccanti espressioni della sua genialità musicale.