Dalle 12,47 di ieri la Provincia di Trento non ha più governo. È l’ora in cui il pretore dott. Corrado Pascucci ha dato lettura del dispositivo della sorprendente sentenza con la quale ha condannato l’assessore provinciale alla sanità Sergio Matuella a 8 mesi di reclusione, il vicepresidente della Giunta Claudio Betta e gli assessori Pierluigi Angeli, Giovanni Bazzanella, Luca Carli, Guido Lorenzi, Spartaco Marziani, Claudia Piccoli e Renato Vinante a 7 mesi di reclusione. A Matuella è stata inoltre irrogata l’interdizione dai pubblici uffici per 1 anno e 6 mesi, agli altri imputati a 1 anno e 4 mesi. Il tutto con i benefici di legge.


Ma il dispositivo della sentenza ordina inoltre che tutti i nove imputati siano provvisoriamente privati, in via immediata, dei pubblici poteri inerenti alla carica di assessori provinciali. La sentenza, tramite ufficiale giudiziario, va notificata per opportuna conoscenza al Consiglio provinciale.


C’è stato immediato appello, il che non blocca peraltro la privazione delle funzioni di assessore. Solo il tribunale può, riformando la sentenza, modificare le cose. Ora occorre vedere se, vista l’eccezionalità della sentenza, si arriverà a portare a breve scadenza il processo in sede di appello. Tenuto conto dei termini previsti per la deposizione della sentenza motivata, della presentazione dei motivi di appello e dell'inserimento nei ruoli dei processi in tribunale con annessi e connessi d'ordine burocratico, al processo di secondo grado si potrebbe arrivare nel giro di due mesi, giorno su, giorno giù.


La sentenza del dott. Pascucci è arrivata dopo tre quarti d'ora di camera di consiglio ed è stata letta in un'aula affollatissima. Subito si sono intrecciati commenti: anche coloro che pensavano ad una condanna, sono rimasti sorpresi dalla durezza della sentenza, anche se il PM dott. Merlo aveva chiesto 9 mesi per Matuella e 6 per gli altri.


Ricordiamo che i nove assessori erano stati rinviati a giudizio per abuso in atti di ufficio per aver approvato il 6 aprile 1979 una delibera di Giunta con la quale si affidavano le funzioni di medico provinciale al dott. Giovanni Nardelli senza aver espletato concorso pubblico. Per Matuella c'era l'aggravante di aver «promosso e organizzato la cooperazione del reato istigando gli assessori» ad approvare la famosa delibera. Contro la nomina di Nardelli ci fu un esposto in procura, poi trasmesso per competenza alla pretura, da parte dell'Ordine dei medici, il quale lamentava la mancata indizione di un concorso.