TRENTO - «Nei miei tre anni da ambasciatore a Kiev, dal 2021 al 2024, ho visto un popolo che non si è piegato all'invasore, che nella sua lotta per la libertà ha scritto pagine che mi hanno ricordato il nostro Risorgimento».

L'ex ambasciatore italiano in Ucraina Pier Francesco Zazo è intervenuto alla Sala degli Affreschi della Biblioteca comunale nell'incontro voluto dall'associazione "EUcraina", il cui presidente Giovanni Kessler in questi giorni ha nuovamente consegnato materiale sanitario e di assistenza agli ucraini colpiti dalla guerra. Il socio fondatore di "EUcraina" Paolo Ghezzi ha introdotto l'ambasciatore, rinnovando il sostegno allo sforzo difensivo delle forze di Kiev, impegnate da tre anni in una dolorosa resistenza contro l'invasore russo: «Non è accettabile un'equidistanza tra Ucraina, un paese democratico oggetto di un'invasione, e la Russia, un regime plutocratico violento». 

Il sindaco Franco Ianeselli ha portato un saluto: «La popolazione trentina si è mobilitata per l'Ucraina scendendo in piazza anche di recente in occasione delle manifestazioni per l'Europa. Queste sono piazze per la libertà, da non confondere con posizione guerrafondaie». L'ambasciatore Zazo ha ricordato le prime ore dopo l'invasione russa, il 24 febbraio 2022: «Nonostante i bombardamenti, tante persone erano in coda per ricevere bottiglie molotov, fucili. Se i russi fossero arrivati fino a Kiev, si sarebbero completamente impantanati nella guerriglia, ci sarebbe stato un altro Afghanistan. Gli ucraini sono impegnati in una lotta per il loro Paese e per il continente europeo».

Ma, di recente, il voltafaccia di Trump che ha cercato di umiliare il presidente ucraino Zelens'kyj nell'ormai celebre faccia-a-faccia alla Casa Bianca: «Trump non ha mai amato Zelens'kyj perché si oppose alle sue pressioni per confezionare un dossier che danneggiasse il figlio di Biden. Inoltre, - ha detto l'ambasciatore da noi sollecitato sul tema dei rapporti controversi tra Trump e la Russia - si è detto che Trump abbia ricevuto aiuti dai russi nei suoi periodi di difficoltà economica, c'è questa probabilità». 

L'ambasciatore Zazo riflette sulla possibilità che le trattative, cosiddette, di "pace" (o di resa) intavolate dall'amministrazione americana vadano verso un successo: «La Russia non ha motivo di fermarsi, visto lo strapotere militare, il disimpegno americano e l'impossibilità che gli europei sostituiscano effettivamente l'appoggio americano. Putin ha una visione imperiale della Russia, vuole che ottenga un riconoscimento come grande potenza. La proposta americana prevede il "no" all'Ucraina nella Nato e il riconoscimento di fatto del controllo russo sulle zone occupate. 

Ma rispetto a vent'anni fa, quando per la prima volta andai in Ucraina, il Paese è molto diverso. I giovani sono fortemente aperti all'Europa, non sono attratti dal modello autocratico della Russia. Per questo, l'obiettivo russo di un'Ucraina sottomessa e sostanzialmente inglobata nella sua sfera d'influenza è destinato a fallire».