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TRENTO. "Il caos e la confusione che paiono regnare sulle ultime vicende della Trentino School of Management sono la plastica rappresentazione dell'inefficienza della Giunta provinciale", accusa il Partito Democratico in un'interrogazione di Lucia Maestri che solleva dubbi pesanti sulla gestione dell'ente.
Al centro della polemica c'è il trasferimento della sede a Gardolo, presso locali di proprietà della Società Erickson s.p.a., con un contratto di affitto da "quasi mezzo milione di euro" all'anno – per l'esattezza 483.675 euro – per una durata di sei anni. Una cifra che farebbe incassare alla proprietà "circa tre milioni di euro", scrivono i Dem.
Ciò che lascia perplessi – si legge nell’interrogazione - è soprattutto la scelta di non indire gare pubbliche. La Provincia ha giustificato la decisione affermando che si tratta "di ottenere la disponibilità di un bene la cui intrinseca natura, nonché le innegabili necessità di funzionalità e di localizzazione rendono impossibile l'esperimento di qualsiasi tipo di gara". Una motivazione che appare "nebulosa", sottolinea l’interrogante, poiché non è chiaro in cosa consista "la natura intrinseca" di un immobile e "sulla base di quali verifiche" siano state ritenute "uniche e quindi irrinunciabili".
Ancora più spinosa la questione dei pagamenti: la Provincia sta versando già rate trimestrali anticipate di 147.520 euro ciascuna, "anche se sembra che nessun trasferimento degli uffici di T.S.M. sia già stato fatto e nemmeno avviato".
Sullo sfondo, il ritiro dell'Università di Trento dalla governance, che ha dichiarato come le difficoltà dell'ente "appaiono riconducibili a dinamiche prevalentemente politiche". Una frase che rimane ancora "avviluppata nel mistero più silente".


