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TRENTO. L'ultimo caso è quello del finto messaggio dell'Azienda sanitaria, ma si tratta solo di una delle tante varianti adottate dai truffatori. Mai come nell'anno che si è appena concluso i tentativi sono stati così numerosi, anche in Trentino, con quello degli inganni volti a impossessarsi dei beni delle vittime che sta diventando una vera e propria piaga. A dirlo sono i numeri, in aumento costante: se nel quinquennio 2016-2021 in provincia erano stati registrati poco più di 1.500 casi totali, per una media annua di circa 250 segnalazioni, nel solo 2024 i casi segnalati ai carabinieri erano stati più di 200, con altre 150 denunce raccolte e gestite dalla polizia e una sessantina di episodi segnalati ai corpi delle polizie locali. Si è passati dunque a un'impressionante media di un caso al giorno.
Pur non essendo ancora disponibili le statistiche del 2025 appena andato in archivio, non è difficile immaginare - data la mole di casi analoghi venuti alla luce negli ultimi dodici mesi - che le cifre si siano fatte purtroppo ancora più corpose. Negli ultimi mesi a imperversare è stata soprattutto la truffa del finto carabiniere, con le vittime contattate telefonicamente da balordi che fingendosi militari dell'Arma segnalavano il coinvolgimento di familiari in incidenti con la necessità di volta in volta o di ricevere denaro per evitare il carcere in caso di colpa o di ricevere denaro per essere sottoposti a cure ospedaliere. Sempre via telefono - lo strumento adottato ormai nella quasi totalità dei tentativi di truffa - il 2025 ha visto imperversare anche la diffusione del finto messaggio di figli o nipoti che informano di aver perso il telefono e di avere un nuovo numero, componendo il quale (o peggio ancora cliccando anche inconsapevolmente sul link collegato) le vittime finiscono per fornire dati sensibili o finire a conversare con sconosciuti pronti a spillare loro quanto più possibile.
Da qualche settimana è tornata in auge anche un'altra modalità da sempre cara ai criminali senza scrupoli, che ben sanno come andare a toccare gli anziani negli affetti (figli, nipoti) o su argomenti delicati come salute, esami e visite mediche sia spesso garanzia di una elevata possibilità di successo .La Provincia ha infatti informato come da giorni fiocchino le segnalazioni legate a un ritorno di tentativi di raggiro già riscontrati in passato e legati all'invio di messaggi (sia sms che tramite WhatsApp) che rimandano al Centro unico per le prenotazioni dell'Azienda sanitaria. Il messaggio è stringato ma, purtroppo, efficace, perché facendo riferimento a una realtà affidabile (come l'Azienda sanitaria), chiede alla vittima di mettersi al più presto in contatto con gli uffici per «importanti comunicazioni che La riguardano».
Il tutto seguito da numeri di telefono da contattare, ma che ovviamente non sono riconducibili al Cup bensì ai gruppi criminali (spesso organizzati in maniera efficace con veri e propri call center in grado di tendere decine e decine di trappole ogni ora, come anche recenti indagini a livello nazionale hanno confermato). L'ennesimo tranello nel quale in molti purtroppo cadono e contro il quale si stanno già muovendo le forze dell'ordine per fermare le frodi.


