TRENTO. Ancora una truffa ai danni di un anziano in Trentino, ma questa volta il presunto responsabile è stato individuato e arrestato nel giro di poche ore. Un uomo è stato fermato dalla Polizia di Stato dopo aver raggirato un ultraottantenne, convincendolo a consegnare gioielli e preziosi custoditi in casa per un valore complessivo di circa 6.600 euro.


Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Trento, la vittima era stata contattata telefonicamente da una persona che si era qualificata come maresciallo dei carabinieri. Il falso militare aveva riferito di una presunta rapina in una gioielleria e della presenza, nelle vicinanze del colpo, di un'auto con la stessa targa di quella dell'anziano. Per questo motivo aveva sostenuto la necessità di controllare i gioielli presenti nell'abitazione.


Per rendere più credibile il racconto, il truffatore aveva accusato l'anziano di essere coinvolto nella rapina, sostenendo che avesse prestato la propria targa in cambio di 550 euro. Con la minaccia di una perquisizione, aveva quindi chiesto un elenco dettagliato dei preziosi presenti in casa e il peso complessivo degli stessi, mantenendo occupate le linee telefoniche per impedire eventuali richieste di aiuto.


Poco dopo si è presentato all'abitazione un uomo che si è fatto consegnare i gioielli, allontanandosi rapidamente. Ricevuta la segnalazione, gli agenti hanno avviato immediate ricerche. Grazie alla descrizione fornita dalla vittima, la Polizia Ferroviaria ha individuato un soggetto corrispondente nell'atrio della stazione di Trento, fermandolo prima che potesse salire su un treno. Durante il controllo sono stati recuperati tutti i preziosi sottratti ed è stato trovato anche un distintivo metallico che riproduceva quello in uso ai carabinieri.


L'uomo è stato arrestato e, dopo la direttissima celebrata nella mattinata di oggi, nei suoi confronti è stata disposta la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nel comune di residenza. Gli è stato inoltre notificato il foglio di via obbligatorio dal comune di Trento. La refurtiva è stata interamente restituita alla vittima. Resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.