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Quattordici trentini su mille assumono antidepressivi, cinque sono in cura con antipsicotici e settanta prendono ansiolitici. E il consumo aumenta a dismisura tra gli ospiti delle case di riposo, dove il 40% viene «sedato». Quando questi farmaci vengono usati in modo appropriato e quando invece c'è un abuso? Una prima risposta è contenuta nell'analisi dei consumi di «psicofarmaci» in provincia di Trento, realizzata dal Servizio farmaceutico dell'Azienda sanitaria. Sono stati presi in esame i dati di vendita sul territorio dal 1997 al 2001, le prescrizioni a carico del servizio sanitario nazionale e i dati relativi al consumo nelle Rsa.
Dall’analisi, la prima di questo genere in Trentino, emerge un primo dato inaspettato: in Trentino l'utilizzo di farmaci ansiolitici, ipnotici e sedativi è nettamente superiore (del 36% circa) alla media nazionale. Un altro dato preoccupante riguarda il consumo di antipsicotici nelle Rsa «che appare sproporzionato in confronto con quello della popolazione anziana sul territorio e fa supporre un esteso utilizzo aspecifico di questi farmaci, in particolare dell'aloperidolo, come sedativi». «Gli effetti collaterali di questi farmaci sono particolarmente frequenti negli anziani e li espongono a un aumento del rischio di cadute, ad un peggioramento del deficit cognitivo, alla comparsa di sindrome parkinsoniana ed altri disturbi motori». Ma ecco i dati.
ANTIDEPRESSIVI: in provincia il consumo è cresciuto del 16% circa dal 1997 al 2000, in misura comparabile all'andamento italiano. Questa crescita è dovuta quasi esclusivamente all'introduzione sul mercato dei nuovi antidepressivi che per la loro presunta migliore tollerabilità ed uno spettro di indicazioni terapeutiche più allargato, hanno in parte sostituito i vecchi «triciclici». Con l'abolizione delle limitazioni alla rimborsabilità, all'inizio del 2001, il consumo di questi farmaci è poi aumentato di oltre il 50%. Le donne che assumono antidepressivi sono, in tutte le fasce di età, circa il doppio rispetto agli uomini, e i consumatori sono soprattutto anziani.
ANTIPSICOTICI: rispetto ad un andamento nazionale in costante crescita, in Trentino il consumo di farmaci antipsicotici è rimasto costante e nel 2000 è stato del 20% inferiore a quello medio nazionale. Anche in questo caso si assiste, in provincia, ad un passaggio dai «vecchi» antipsicotici a quelli «nuovi». Il numero dei pazienti in trattamento aumenta con l'età e la prescrizione è prevalente tra le donne.
ANSIOLITICI, IPNOTICI E SEDATIVI: è il dato più inaspettato, in quanto il consumo in Trentino, pur essendo diminuito dal 1997 al 2002, risulta ancora nettamente superiore, del 36% circa, alla media nazionale. Ancora più vistosa è la differenza riguardante principi attivi come lorazepam (Tavor), triazolam (Halcion) e delorazepam (En), con consumi in Trentino superiori alla media nazionale di oltre il 70%.
IL CONSUMO NELLE RSA: dall'indagine emerge che il 40% degli ospiti fa uso abitualmente di ansiolitici, ipnotici e sedativi, una percentuale altissima che non consente raffronti con la popolazione anziana non «istituzionalizzata» che non presenta le stesse condizioni di non autosufficienza e criticità. Ma il 10% degli ospiti delle case di riposo fa anche uso di farmaci antipsicotici che hanno effetti collaterali importanti. Infine, anche per quanto riguarda gli antidepressivi il consumo nelle Rsa è di circa 10 volte superiore a quello della popolazione anziana sul territorio.


