TRENTO. Si svolgerà oggi a Bolzano, presso il Salone d'onore del Palazzo Mercantile l'udienza pubblica per la parifica del rendiconto generale per l'esercizio finanziario 2025 della Regione autonoma Trentino - Alto Adige / Südtirol e della Provincia autonoma di Trento, innanzi alle Sezioni riunite della Corte dei conti per il Trentino - Alto Adige /Südtirol.

Il Procuratore regionale ha sottolineato gli aspetti che meritano maggiore attenzione, in un'ottica di tutela dell'Erario, relativamente alla gestione finanziaria dei due Enti di autonomia. Se da un lato si registra, con riferimento ad entrambe le amministrazioni, la conferma di un andamento positivo nella sana e corretta gestione della finanza pubblica, è stato sottolineato, con riferimento alla Regione autonoma Trentino - Alto Adige / Südtirol, come continui a non essere rispettato da parte della società partecipata Autostrade del Brennero S.p.A. il limite di cinque componenti del consiglio di amministrazione,.

È stato inoltre evidenziato il massiccio ricorso da parte della Regione allo strumento delle proroghe contrattuali, che, anche per il 2025, si sono attestate a 24. Tali proroghe rappresentano indice di una inidonea capacità di programmazione da parte dell'Ente, relativamente all'approvvigionamento di beni e servizi e costituiscono un vulnus a una politica negoziale che consenta all'amministrazione la scelta, attuale, imparziale e oculata, del miglior contraente.

Per quanto attiene alla Provincia autonoma di Trento, è stata stigmatizzata la lentezza nell'utilizzazione dei fondi destinati alla realizzazione del Polo Ospedaliero Universitario Trentino, per la quale sono stati destinati 490 milioni di euro.

Il Procuratore regionale ha inoltre rivolto un monito alla Provincia perché specifichi, in chiave antielusiva, il divieto per i titolari di cariche elettive in comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti di ricevere compensi per incarichi ricevuti in ragione del proprio mandato politico, prevedendo che anche i rimborsi derivanti da tali incarichi debbano essere connessi a spese effettivamente sostenute e documentate e che in assenza di documentazione, gli stessi debbano essere restituiti.

Tale monito è stato originato da un caso concreto che la Procura erariale ha esaminato, in cui un sindaco ha ricevuto a titolo di rimborso spese, da parte una società a capitale misto che gestisce impianti sciistici e partecipata dal comune, la somma di euro 17.800 solo in minima parte documentate. Nel complesso la Procura contabile ha manifestato apprezzamento per la sana situazione finanziaria dei due enti.