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TRENTO. «Una spesa infinita» e una lunga serie di domande che, secondo la consigliera provinciale Lucia Maestri, continuano a rimanere senza risposta. È un duro attacco alle politiche culturali della Provincia quello contenuto in una nuova interrogazione dedicata alla Trentino Music Arena, al Trento Live Festival e, più in generale, alla gestione delle risorse destinate allo spettacolo.
Maestri sostiene di aver presentato, in meno di due anni, dieci interrogazioni riguardanti direttamente o indirettamente la Music Arena e il Trento Live Festival, senza aver ricevuto risposte. Una situazione che, secondo la consigliera, impedirebbe ai cittadini di conoscere nel dettaglio la destinazione del denaro pubblico. Da qui la richiesta alla Giunta di spiegare le ragioni dei ritardi e di mettere a disposizione numeri e bilanci delle manifestazioni.
Al centro dell’interrogazione c’è soprattutto il Trento Live Festival. Maestri, sulla base delle informazioni apparse sulla stampa, stima per l’edizione 2026 una presenza media di circa 1.500-2.000 spettatori per appuntamento. I suoi calcoli, precisa implicitamente la stessa interrogazione trattandosi di stime effettuate in assenza dei dati ufficiali, ipotizzano circa 960 mila euro di biglietteria per i dodici concerti, ai quali aggiunge almeno 50 mila euro tra food and beverage e merchandising.
A queste cifre, sostiene Maestri, andrebbero sommati i 900 mila euro messi a disposizione dalla Provincia per l’agenzia Friends & Partners. Proprio per verificare l'effettivo quadro economico, la consigliera domanda alla Giunta l’esatta affluenza del pubblico pagante, sulla base dei dati Siae, per ciascun concerto delle edizioni 2024, 2025 e 2026, gli introiti dei singoli eventi, i finanziamenti provinciali erogati e i bilanci finali delle tre stagioni.
Nell’interrogazione entra anche il confronto con Poplar, festival che secondo Maestri avrebbe raggiunto già in prevendita quota 14 mila biglietti, proponendo nell’arco di quattro giorni non soltanto musica, ma anche incontri, dibattiti e approfondimenti. La consigliera domanda quindi perché una manifestazione rivolta soprattutto ai giovani non trovi spazio nella Trentino Music Arena, struttura che la Provincia ha più volte presentato proprio come luogo destinato anche alle nuove generazioni.
La critica si allarga infine all’intera politica culturale e dello spettacolo in Trentino. Maestri richiama le difficoltà delle realtà teatrali professionistiche locali e chiede una maggiore valorizzazione delle produzioni capaci di ottenere riconoscimenti anche fuori dal territorio provinciale. Tra i temi sollevati c’è inoltre il ruolo del Centro Servizi culturali Santa Chiara, per il quale viene auspicata una funzione più autonoma e propositiva nella programmazione.
La richiesta conclusiva alla Giunta è quella di chiarire se intenda costruire una strategia culturale basata su criteri verificabili di qualità, programmazione e utilizzo delle risorse pubbliche, superando quella che Maestri considera una politica troppo legata agli eventi occasionali. La consigliera chiede inoltre maggiore trasparenza nei rapporti e nelle competenze tra Presidenza della Provincia, assessorato e società partecipate.


