TRENTO. Il Trento Live Festival 2025, conclusosi alla Trentino Music Arena con sei serate tra fine giugno e inizio luglio, è al centro di un'interrogazione depositata dalla consigliera provinciale Lucia Maestri del Partito Democratico. L'evento ha registrato circa 15.000 spettatori totali. Secondo Maestri "non si tratta, oggettivamente, di grandi cifre, se il solo Lucio Corsi, nel suo concerto romano del 21 giugno scorso, ha richiamato la stessa cifra di persone dell'intero festival a Trento".


Nell'interrogazione, Maestri calcola ricavi per "circa 1.000.000 di euro" contro costi che "potrebbero aggirarsi attorno alla cifra almeno di due/tre milioni di euro, con una perdita comunque netta ed evidente". La Provincia ha stanziato "600.000 euro elargiti a fondo perduto", ma secondo la consigliera non bastano a coprire cachet degli artisti, service audio-video, sicurezza, promozione e costi generali.


La critica principale riguarda la struttura stessa: "Lontana dai grandi centri urbani, penalizzata da un sistema infrastrutturale oggettivamente limitato", la Trentino Music Arena "sembra, ogni giorno di più, una malinconica cattedrale nel deserto", scrive Maestri. Secondo la consigliera, si tratta di "un tributo visibile all'arroganza ed alla supponenza" di chi continua ad utilizzare lo spazio "in modo del tutto lontano dalla sostenibilità economica".


Maestri chiede il numero esatto di ingressi per serata, "il cachet omnicomprensivo versato ad ogni singolo artista", i costi dettagliati dei service tecnici, le spese promozionali e "l'esito del confronto conclusivo fra ricavi e spese". La consigliera teme però che i tempi di risposta della Giunta saranno lunghi: "Impiegherà mesi e mesi per fornire una risposta minima".