TRENTO. Vent’anni di attività, generazioni di bambini cresciuti tra giochi, scoperte e relazioni, e un modello educativo che ha fatto scuola. Il nido aziendale dell’Università di Trento, nato nel 2006 e dal 2015 ospitato in via Santa Margherita 13, ha celebrato sabato 24 ottobre il suo ventesimo anniversario con una giornata di studi, testimonianze e ricordi. Tra i primi servizi aziendali per l’infanzia del Trentino, il nido è diventato anche un laboratorio di ricerca sullo sviluppo dei bambini e sulla conciliazione tra famiglia e lavoro.

A sottolinearne il valore è stato il rettore Flavio Deflorian: «Un luogo in cui il futuro si costruisce ogni giorno». Presente anche l’assessora provinciale Francesca Gerosa, che ha richiamato l’importanza di investire nei servizi educativi. La vicesindaca Elisabetta Bozzarelli ha ricordato che Trento dispone di quasi 1.300 posti nei nidi, con una copertura superiore al 50% dei bambini da zero a due anni. Un risultato che testimonia l’attenzione della città verso i servizi per la prima infanzia.

Al centro del convegno anche i risultati delle ricerche scientifiche. Uno studio illustrato dalla demografa Agnese Vitali ha evidenziato come il nido aziendale favorisca la conciliazione e possa contribuire a ridurre le penalizzazioni professionali legate alla genitorialità. Nel campione analizzato, i genitori che hanno utilizzato il servizio hanno registrato una progressione di carriera mediamente più veloce rispetto ad altri gruppi. Le ricerche di Barbara Ongari e Francesca Tomasi hanno inoltre sottolineato l’importanza della collaborazione educativa tra famiglie e personale.

La giornata si è conclusa con il ritrovo di ex bambini, genitori ed educatrici, accompagnato da una mostra fotografica dedicata ai primi vent’anni del nido. L’esposizione, che racconta attraverso immagini e ricordi la storia del servizio, sarà successivamente ospitata alla Biblioteca universitaria centrale di Trento fino a dicembre 2026.