TRENTO. «È solo un atto dovuto». È chiaro il commento dell'assessore provinciale all'urbanistica, energia, trasporti, sport e aree protette, Mattia Gottardi, rispetto alla decisione di Trentino Trasporti di avviare l'azione di responsabilità nei confronti dell'ex presidente della società di trasporto pubblico, nonché già assessore comunale della precedente Giunta Ianeselli, Ezio Facchin. Decisione votata durante l'assemblea dei soci di Tt (la maggioranza rappresentata dalla Provincia) di mercoledì mattina, con l'astensione del Comune di Trento.

Nocciolo della vicenda, risalente a una decina di anni fa, il pagamento di una fattura da 700mila euro alla società Garbari. Il conto però ora arriva al milione di euro, interessi compresi. Ma se per alcuni l'iniziativa sembra essere un inevitabile passaggio per evitare rilievi della Corte dei conti, per altri sembra uno scontro che va oltre le carte bollate. In Cassazione infatti pende ancora il ricorso. «La sentenza di appello è provvisoriamente esecutiva - spiega Gottardi -. L'atto di precetto per ottenere il pagamento è stato notificato a Tt e hanno comunicato l'intenzione di procedere con il pignoramento in caso di mancato pagamento. Dunque l'azione è inevitabile». Un tema che - precisa l'assessore - è di competenza del cda della società «che ha informato l'assemblea dei soci».

Su chi interpreta la mossa come un'azione più "politica", Gottardi la definisce una «ricostruzione piuttosto ardita». «C'è una sentenza di merito che ha ricostruito una condotta. In Cassazione il giudizio è di legittimità e non di merito. C'è oggi un atto esecutivo che obbliga la società a pagare centinaia di migliaia di euro. L'azione è solo un atto dovuto». La vicenda risale a quattordici anni fa, quando Trentino Trasporti affidò lavori di manutenzione lungo la linea ferroviaria Trento- Malè alla ditta Garbari. Un'operazione ordinaria, in un periodo però complicato per l'impresa, che decise di procedere alla cessione del credito a Unicredit, con il via libera della società pubblica. Da quel momento, la procedura è chiara: i pagamenti non devono più andare al fornitore, ma direttamente alla banca. Eppure qui qualcosa si inceppa. Una fattura da circa 700 mila euro viene pagata non al cessionario, Unicredit, ma al cedente, cioè alla ditta Garbari.

La fattura, emergerà anni dopo, riportava due Iban: quello della banca e quello della ditta. Trentino Trasporti. Poco dopo Garbari fallisce. Unicredit non riesce a recuperare il credito e lo cede a una società specializzata, che a distanza di tempo si fa viva con Trentino Trasporti, allora presieduta da Monica Baggia, succeduta a Facchin e che poi faranno parte insieme della giunta comunale di Ianeselli.Parte un contenzioso che attraversa i gradi di giudizio: in primo grado la società vince, in appello perde. Difficile ora sarà stabilire se e quanto di quella vicenda debba rispondere l'allora presidente. Facchin che firmò la documentazione predisposta dagli uffici, compresa la fattura. «Se a uno cambiano le carte sotto il naso e poi gli dicono "dovevi accorgertene", vorrei vedere chi se ne accorge», aveva dichiarato, sostenendo di non aver mai tratto alcun beneficio personale. Nel frattempo però, la società, ha avviato formalmente la richiesta danni.