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TRENTO. La consigliera provinciale Eleonora Angeli sollecita la Giunta sull'attuazione della mozione 23 relativa alle "culle per la vita", strumenti che potrebbero salvare vite umane in situazioni di estrema disperazione. Angeli evidenzia come il Trentino Alto Adige sia una delle poche regioni italiane prive di questi presidi sul proprio territorio.
Le "culle per la vita", moderne versioni delle antiche "ruote degli esposti", rappresentano un'alternativa sicura per le madri in grave difficoltà che non possono o non vogliono crescere il proprio figlio. Questi dispositivi garantiscono piena riservatezza e permettono di lasciare i neonati in sicurezza, offrendo anche la possibilità di ripensamento entro un termine congruo.
L'urgenza della questione è stata accentuata dai recenti fatti di cronaca nera, tra cui il drammatico caso della giovane donna che ha ucciso e sepolto due neonati nel giardino di casa dopo aver nascosto le gravidanze. Episodi che, seppur eccezionali, evidenziano la necessità di presidi preventivi contro l'abbandono infantile.
Attualmente in Italia esistono due opzioni legali: il parto in anonimato presso strutture ospedaliere e appunto le culle per la vita. Quest'ultima soluzione offre maggiore discrezione e privacy, elementi cruciali per donne che vivono situazioni di particolare vulnerabilità sociale, psicologica ed economica.
Nell'interrogazione, Angeli chiede specificamente se sia stata avviata un'interlocuzione con l'Apss per individuare le location più adatte, se sia stata progettata una campagna informativa sul parto anonimo e se la Giunta intenda finanziare uno o più presidi con le risorse della prossima legge di bilancio. La consigliera sottolinea come anche il salvataggio di una sola vita renderebbe l'investimento pubblico "pienamente ripagato".


