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TRENTO. Nei primi otto mesi del 2025 le denunce di infortunio mortale sul lavoro presentate all’Inail sono state 488, quindici in meno rispetto alle 503 del 2024. Un dato in calo anche rispetto al 2023 e al 2022. In particolare, la provincia autonoma di Trento segna un miglioramento con 4 casi in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, a conferma di una tendenza positiva nel Nord-Est.
Il rapporto Inail evidenzia come l’incidenza dei decessi sul totale degli occupati sia scesa a 2,02 per 100mila lavoratori, con una riduzione del 3,3% rispetto al 2024 e del 5,2% rispetto al 2019. Anche in Trentino-Alto Adige il trend segue quello nazionale, con una progressiva diminuzione delle denunce e un rafforzamento delle misure di prevenzione.
A livello territoriale, il calo è generalizzato nel Nord, con Emilia-Romagna, Lazio e Lombardia in forte diminuzione, mentre aumentano i casi nel Sud. I settori più colpiti restano Industria e Servizi, con 417 denunce, seguiti dall’Agricoltura (68) e dal Conto Stato (3).
La riduzione interessa sia i lavoratori italiani (da 383 a 380 denunce) sia quelli stranieri (da 120 a 108). Le vittime restano in maggioranza uomini, ma si registra una lieve flessione anche tra le donne. Le fasce d’età più coinvolte sono quelle tra i 45 e i 59 anni, mentre calano gli incidenti tra i più giovani e tra gli over 60.


